J-Museum

 
Il J-Museum, noto per esteso come Juventus Museum, è un museo storico-sportivo multimediale dedicato alla società calcistica italiana Juventus Football Club, con sede nell'area nord-occidentale della città di Torino, situato all'interno della zona est dello stadio (Allianz Stadium). Fu inaugurato il 16 maggio del 2012 in occasione del 115º anniversario di fondazione istituzionale del club bianconero, proprietario della struttura.
Uno dei principali e più avanzati musei sportivi a livello mondiale, nonché l'unico spazio espositivo nel continente eurasiatico – oltre dell'House of European Football sita a Nyon, in Svizzera – in cui sono presenti in modo permanente i trofei delle sei competizioni gestite dall'UEFA (Unione Europea delle Federazioni Calcistiche), il J-Museum documenta la storia della Juventus e del calcio italiano.  La struttura museale annovera anche una collezione di memorabilia, foto, documenti istituzionali ed equipaggiamenti calcistici usati dagli antichi giocatori che militarono nella Juventus, nonché i trofei vinti dalla prima squadra della società torinese.
Affiliato dal mese d'ottobre 2012 alla Federazione dei musei del calcio, organizzazione nazionale con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura nello sport, è il primo museo sportivo nel Paese per numero di visitatori (circa 167 000 nel 2015), nonché l'unico del suo genere a essere inserito nella classifica annuale dei cento siti d'interesse più visitati a livello nazionale stilata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, affermandosi tra i primi cinquanta in modo pressoché stabile dal 2014.

Il progetto è la sua realizzazione
Già presente nel primo progetto di acquisizione e ristrutturazione dello stadio delle Alpi presentato dall'allora dirigenza del club a metà degli anni 1990, l'idea di un museo che raccontasse la storia della Juventus fu riproposta nel 2008, nel secondo progetto che portò alla realizzazione dello Juventus Stadium, poi Allianz Stadium. Nella seconda metà di quell'anno fu costituito un comitato scientifico composto dallo storico torinese Giovanni De Luna, dal professore dell'Università di Torino Paolo Bertinetti, dal collezionista Ermanno Vittorio e dal giornalista sportivo Darwin Pastorin, mentre la realizzazione architettonica dello spazio espositivo venne affidata allo studio Camerana&Partners, in collaborazione con lo Studio Dedalo, sotto il coordinamento dall'architetto Benedetto Camerana. L'intero allestimento multimediale del museo è stato curato dal gruppo imprenditoriale Nussli.
Con un investimento complessivo di quindici milioni di euro per la sua realizzazione, l'edificio destinato a ospitare il museo fu edificato tra l'autunno del 2011 e la primavera del 2012, venendo poi inaugurato il 16 maggio di quell'anno dal presidente della Juventus Andrea Agnelli, il quale nominò nell'occasione presidente della struttura il giornalista Paolo Garimberti. Inserito sia nel tour dello Stadium che nel circuito museale cittadino e regionale, fu aperto al pubblico per la prima volta il giorno successivo ricevendo elogi da varie autorità quali il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e l'assessore regionale alla cultura, Michele Coppola.

L'inizio delle attività
In virtù dell'incremento nel numero di visitatori al J-Museum durante i suoi primi sei mesi d'attività, l'istituzione aderì il 1º ottobre 2012 alla Federazione Musei del Calcio nonché iscritta nel 2013 all'Abbonamento Musei Torino Piemonte. Ancora in questo senso, fu siglata in seguito un'alleanza strategica finalizzata alla valorizzazione della cultura e dell'arte nella regione Piemonte con il Museo nazionale del Cinema e la Reggia di Venaria.
Tra il maggio e l'ottobre del 2013 il museo ospitò la sua prima mostra temporanea: Il Lunedì si parlava di calcio. Agnelli-Juventus: 90 anni di passione bianconera, esposizione di carattere storico-culturale in occasione dei novant'anni del sodalizio instaurato tra la Juventus e la dinastia industriale degli Agnelli, azionista di maggioranza del club dal 1967. La mostra espose documentazione inedita, testimonianze e memorabilia di rilievo, presentata dal curatore Lodovico Passerin d'Entrèves, quale il Pallone d'oro conferito dalla rivista francese France Football a Michel Platini nel 1983, da lui già donato all'imprenditore torinese Gianni Agnelli.
Dal dicembre 2013 il J-Museum offre al pubblico un insieme di attività didattiche e iniziative correlate con la cultura in Italia, ospitando quattro mesi più tardi l'esposizione Invasione di campo. L'arte entra in gioco, curata dalla Galleria d'arte moderna e contemporanea di Torino (GAM), che racconta le emozioni e le suggestioni che scaturiscono dall'esperienza calcistica e sportiva.
Il 5 ottobre 2015 è stata inaugurata la mostra permanente J-Sport – I campioni tifano Juventus, dedicata agli atleti extracalcistici che hanno in comune il proprio sostegno per la Juventus, mentre due mesi più tardi è stata aperta al pubblico una sala multimediale dedicata alla prima squadra bianconera, attraverso la quale la superficie museale è stata ampliata dagli iniziali 1 500 m² a 2 014 m².

La struttura dello J-Museum
Il museo occupa un'area totale di 2 014 m² divisi in due piani e due aree. Il primo piano è suddiviso in otto sale, di cui una dedicata a mostre temporanee, un'altra designata a ospitare attività didattiche e culturali, e le rimanenti sei dedicate al percorso espositivo, includendo un planisfero che indica tutti gli scenari in cui la squadra si è presentato dal 1900:
  • La Juve segna: un salotto ellittico in cui vengono proiettati in video nonché riprodotti in audio i gol realizzati dai giocatori della squadra bianconera.
  • Sala principale: sottodivisa in due aree diverse, nella prima è ripercorsa la fondazione ed evoluzione storica del club nel contesto sportivo e socio-culturale includendo le testimonianze orali e scritte di diverse personalità, materiale audiovisuale, documenti ufficiali, cimeli e pubblicazioni di mezzi di comunicazione, atti a mostrare il ruolo integrante della società bianconera in Italia. Nella seconda area sono esposti i modelli degli impianti casalinghi del club, come gli antichi Campo Juventus e lo stadio Comunale nonché l'odierno Allianz Stadium, oltre alle maglie di tutti i giocatori che hanno disputato almeno 300 partite in competizioni ufficiali, ologrammi interattivi a grandezza naturale di famosi allenatori del club quali Giovanni Trapattoni e Marcello Lippi, e un totem commemorativo di circa tre metri di altezza, incoronato con la scritta in lingua inglese «In Memory» ("In memoria"), dedicato in ricordo delle trentanove vittime della strage dell'Heysel. Tale area include mostre permanenti con materiale audiovisuale dedicate ai sostenitori della squadra, al vincolo della Juventus con la casa automobilistica FIAT, alla sua presenza e influenza nel cinema, la radio, la televisione, la letteratura e la musica quale realtà nella vita quotidiana della Nazione, nonché al grande contributo fornito dal club – soprattutto in occasione dei campionati mondiali – alla Nazionale italiana nel corso della storia; questi ultimi due spazi, sviluppati in collaborazione, rispettivamente, con il Museo nazionale del Cinema e il Museo del calcio di Coverciano.
  • Il Tempio dei Trofei: una sala circolare in cui sono esibiti, tra altri, i trofei ufficiali vinti dalla prima squadra juventina, tra cui il campionato italiano – includendo la Targa Federale vinta nel 1905 –, la Coppa Italia, la Supercoppa di lega, la Coppa Intercontinentale, la Coppa dei Campioni/Champions League, la Coppa delle Coppe, la Coppa UEFA, la Coppa Intertoto e la Supercoppa UEFA, che ne fanno l'unica locazione in Eurasia – oltre alla sede amministrativa dell'Unione Europea delle Federazioni Calcistiche (UEFA) a Nyon – in cui sono in esposizione permanente i trofei delle sei competizioni confederali per squadre di club. Essi sono presentati da un gioco di luci stroboscopiche e filmati risalenti al loro rispettivo periodo di consegna.
  • La sfera: una stanza, complementare alla mostra Fratelli d'Italia, in cui scorrono immagini, audio e video dei giocatori juventini convocati alla Nazionale A, inclusi i vincitori della Coppa del Mondo durante il periodo di militanza nel club.
  • La squadra: stanza multimediale in stile impressionista dedicata alla prima squadra bianconera e a tutte le persone correlate a essa. Include una riproduzione a grandezza naturale dello spogliatoio della squadra allo Stadium.
  • Fino alla fine..: la tappa finale del percorso espositivo, in cui viene proiettato un cortometraggio in 3D a 360 gradi della durata di sei minuti che presenta il tragitto dei giocatori dagli spogliatoi al campo di gioco, riproducendo l'atmosfera all'interno dello Stadium. Questo fu concepito attraverso un sistema – unico al mondo – di multi-proiezione AV Stumpfl su pareti ellittiche, che riproduce lo scenario sportivo.

Collezioni è archivioTra gli oltre 400 oggetti d'eccezione in mostra permanente al museo ci sono la panchina sopra cui fu fondato il club nell'autunno del 1897, pubblicazioni societarie – la più antica risale al 1903 –, documenti che attestano la fondazione e primo quindicennio di storia del club scritti da Enrico Canfari, alcuni quadri dei pittori e antichi portieri juventini Luigi Durante ed Enrico Paulucci, il testo e la partitura manoscritta del primo inno societario scritto dal poeta torinese Corrado Corradini nel 1915, il contratto dell'acquisto di Giampiero Boniperti stipulato nel 1946 e le scarpe che usò nell’incontro valido per l’ultima giornata del campionato 1960-61 – l’ultima disputata in carriera –, maglie e abbigliamento da allenamento autografate da giocatori di rilievo quali Omar Sívori e John Charles, fasce autografate di storici capitani della squadra bianconera quali Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, le scarpe di gioco di Michel Platini, la maglia di Beniamino Vignola sfoggiata nella finale di Coppa delle Coppe 1983-84 contro il Porto, la casacca di Fabrizio Ravanelli indossata nella finale di Champions League 1995-96 contro l'Ajax, gli schemi tattici e gli appunti di Marcello Lippi disegnati sul bloc-notes nonché la maglia di Del Piero usata nella finale di Coppa Intercontinentale 1996 contro il River Plate disputatasi nel novembre di quell'anno. I premi al calciatore europeo dell'anno consegnati a Sívori (1961) e Pavel Nedvěd (2003), il pallone dell'incontro disputato nella penultima giornata del campionato vinto senza sconfitte nel 2012 contro il Cagliari, versioni originali della Coppa Campioni d'Italia e il trofeo della coppa nazionale, nonché premi individuali vinti da calciatori e repliche di tutti i principali trofei vinti dalla prima squadra. La mostra permanente Fratelli d'Italia espone numerosi oggetti di valore sportivo correlati ai cosiddetti «bianconeri in azzurro»: tra essi i calzoncini usati da Gaetano Scirea, oltre che le maglie usate da Paolo Rossi e Marco Tardelli, nella finale disputatasi tra l'Italia e la Germania Ovest nel 1982; la maglia di Alessandro Del Piero usata durante il campionato mondiale del 2006.
Il J-Museum possiede uno schedario multimedia bilingue su cinque tavoli multitouch da 103 pollici, dell’ampiezza di 130x240 cm. e gestito da un unico software partizionato in otto postazioni che consentono l'esposizione – attraverso user-feedback – di video, immagini, musica e schede di tutti i giocatori e allenatori che militarono nella Juventus dalla sua fondazione nel 1897, oltre a una selezione di partite di rilievo. L'archivio conta con una selezione di radiocronache sportive dagli anni 1930 a cura di giornalisti come Nicolò Carosio, Alfredo Provenzali, Enrico Ameri e Sandro Ciotti, includendo la trasmissione dell'incontro valevole per la Coppa Intercontinentale 1985 tra la Juventus e l'Argentinos Juniors.

Compatibilità ambientale
Il sistema elettrico del J-Museum sfrutta in modo intensivo l'acqua piovana e l'energia solare grazie a dei dispositivi di inseguimento solare. Il sistema multimediale, invece, annovera sistemi di lampade e schermi a LED e player museali allo stato solido per l'immagazzinamento dei dati su sistemi di Solid State Disk (SDD), assieme ad altre soluzioni a basso consumo energetico in base ai criteri di ecocompatibilità dettati dal protocollo di Kyōto. Inoltre, l'intero sistema hardware e software che monitora l'attività degli apparati multimediali del museo è stato implementato in modo da generare delle macchine virtuali che permettessero la gestione completa di tutte le funzionalità anche in remoto: dalla modifica delle sequenze d'illuminazione fino alla sostituzione dei materiali multimediali in esecuzione sugli schermi.

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