domenica 11 marzo 2018

Juventus-Udinese 2-0. Doppietta di Paulo Dybala

Senza cadere di nuovo nella trappola dei paragoni e nella vertigine delle iperboli, bisogna comunque trovare il modo di esaltare Paulo Dybala e il suo ritorno alla modalità fuoriclasse assoluto. Decisivo per la terza, e fondamentale, partita di seguito. E’ una Juventus molto alternativa quella che propone Allegri che lascia in panchina Mandzukic (a sorpresa), Pjanic, Matuidi e Benatia che si aggiungono a Bernardeschi e Cuadrado, sempre fra gli infortunati. E’ un 4-2-3-1 con Sturaro alto a fare il Mandzukic (interpretando bene solo la fase difensiva) e nel quale brilla un De Sciglio determinato, precisissimo e protagonista di giocate di eccellente qualità. Ottimo anche Douglas Costa, un problema vero la difesa friulana. Davanti c’è Higuain, sempre più viallizzato, ovvero generoso, operoso tatticamente, meno egoista e quindi meno preciso in fase conclusiva: è sempre più leader e gioca sempre di più per la squadra il Pipita, a un girone di distanza dal celebre elogio pubblico di Buffon, il ruolo di bomber spietato che conta i gol che gli mancano per arrivare a 30 gli va stretto, ora vuole vincere e il tabellino dei marcatori è una questione relativa. La partita inizia con un paio di disattenzioni difensive della Juventus, una delle quali costa un giallo a Chiellini che falcia Jankto involatosi sulla destra. Poi i bianconeri si ricompongono e iniziano il lento ma asfissiante assedio a un’Udinese ben disposta, ma fatalmente inferiore dal punto di vista tecnico. Un fallo di Angella su Higuain che si sta involando in rete provoca la punizione dal limite (lato destro dell’area di rigore) che va a battere Dybala al 20’ trasformandola un piccolo grande capolavoro di precisione sul quale Bizzarri (e probabilmente chiunque altro al suo posto) non può nulla. La Juventus non molla, cerca il secondo e un guizzo di Dybala (su un passaggio di Sturaro in area) viene stroncato ancora da Angella. Rigore per il quale il ricorso al Var è perfino eccessivo, ma sbagliato da Higuain che batte angolato ma debole facendoselo parare da Bizzarri. In panchina Allegri è furioso. Nel momento in cui capisce che Dybala ha lasciato il penalty all’amico (praticamente al momento di rialzarsi dal fallo), il tecnico grida: «No, no! Lo batte Paulo!». Le grida non giungono o vengono ignorate e così quando Higuain lo sbaglia, Allegri è inviperito. Non può prendersela però per la prestazione della squadra che è perfetta in fase difensiva, completando l’undicesima partita senza subire gol del 2018 (0 reti subite in campionato, 0 in coppa Italia e 3 in Champions in tredici gare) ed encomiabile nel gestire la gara senza correre rischi né, cosa ancora più importante, spendere energie significative. C’è un mini-ciclo da affrontare e tutti l’hanno capito. Dybala però è ispiratissimo. Scatta, sguscia, crea e finalizza, come nell’azione che porta al secondo gol. Un duetto fantastico con Higuain che fa una gran giocata (stop, attesa per sbilanciare la difesa e passaggio al compagno) e mette Dybala nelle condizioni di appoggiare in rete. Due a zero e ancora tanta voglia di giocare da parte di Dybala, che cerca la tripletta (e la sfiora in due occasioni) e cerca di animare la partita insieme a Douglas Costa, quasi a ringraziare chi ha sfidato freddo e umidità, venendo ripagato con una partita divertente. Mercoledì c’è l’Atalanta, sabato la Spal a Ferrara: con altre due vittorie la Juventus torna in testa per la pausa e prende la pole per il gran premio del 22 aprile contro il Napoli. (Tuttosport.com)

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