mercoledì 14 marzo 2018

Juventus-Atalanta 2-0. Higuain e Matuidi firmano le reti

La ferocia agonistica della Juventus, come sempre è accaduto negli ultimi sette anni, aumenta nei momenti cruciali e si trasforma in spietata sentenza. Dovevano vincere e hanno vinto, senza mai rischiare, sbagliando qualche gol di troppo, applicando la loro superiorità tecnica a un’Atalanta tutt’altro che scanserella, ma in difficoltà rispetto a una squadra che ha ritrovato il piacere di giocare sfruttando la classe dei suoi fuoriclasse. Un girone fa, quando i bergamaschi fermarono la Juventus a Bergamo, lanciando il Napoli in testa alla classifica, la squadra di Allegri era meno fluida e aggraziata di quella che oggi fraseggia con eleganza, esaltando ora la strabiliante velocità di Douglas Costa, ora l’essenza bomberistica di Higuain, ora lo stato di grazia di Dybala, tornato ai livelli di inizio stagione, ma con più senno e serenità. Così è difficile pensare a una squadra italiana in grado di battere questa Juventus. Forse solo il Napoli, che tuttavia non c’è mai riuscito allo Stadium e anche se riuscisse nell’impresa non scavalcherebbe i bianconeri, da ieri a distanza di sicurezza con quel +4 che consente di giocare per due risultati lo scontro diretto e permettersi il lusso di incassare pure la sconfitta. Non è una sentenza finale sullo scudetto (dopo il Napoli la Juventus deve affrontare l’Inter e la Roma, ultime trappole scudetto), ma il 70% del lavoro pare fatto con la vittoria di questo pomeriggio. Una partita senza storia per il modo con cui la Juventus la controlla fin dall’inizio, con un 4-2-3-1 che mette tutti gli attaccanti a disposizione di Allegri in campo e schiaccia l’Atalanta nella sua metà campo. Sblocca il risultato Higuain, dopo un fulminante contropiede di Douglas Costa che brucia la difesa bergamasca, che si scorda il Pipita sulla destra. Il passaggio è perfetto, la conclusione in diagonale lo è altrettanto. «E’ tuo», grida il bomber al brasiliano autore dell’azione e dell’assist: il companerismo di cui parlava Dybala continua. Nella ripresa il raddoppio, dopo una serie ininterrotta di giocate pericolose della Juventus. L’azione è meravigliosamente corale: Dybala crossa dalla sinistra e pesca Higuain a centroarea. Il Pipita serve Matuidi che batte con un ottimo tiro dal limite dell'area piccola, piazzano il pallone sul secondo palo Berisha. Nell’azione c’è da registrare un principio di scazzottata fra Benatia e De Roon (che strappa in modo maradonesco la maglia del marocchino): l’arbitro è salomonico e ammonisce tutti e due, ma il bergamasco prima ha tentato di tirare un pugno al bianconero. Poco prima, d’altra parte, Mariani aveva espulso Mancini per una indiscutibile somma di ammonizioni. Scintille di una partita a senso unico, che da sola riassume lo strapotere tecnico di una squadra che ha calcolato la sua crescita in modo scientifico e si appresta a stabilire un record mostruoso. (Tuttosport.com)

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