giovedì 1 marzo 2018

Coppa Italia, Juve raggiunge la finale numero 18

Brutta, ma tosta: la Juventus raggiunge la finale soffrendo. Non solo il freddo micidiale, ma anche un’Atalanta determinata, una mancanza di precisione nei passaggi e di spunti tecnici. E’ un momento difficile, ma considerando che si può schierare una formazione assai competitiva con gli indisponibili o i panchinari di Allegri, si può anche dare una spiegazione logica alla situazione. Inoltre non vanno sottovalutate le buone notizie, come il brillare nei minuti finali di Dybala, la solidità granitica della fase difensiva, la conferma che Alex Sandro sta tornando sui suoi livelli e il finale arrembante a dimostrazione di una condizione atletica in crescita. Ma resta soprattutto la quarta finale di Coppa Italia consecutiva (Pjanic su rigore nella ripresa) centrata da una squadra mostruosa che forse un giorno avrà i riconoscimenti che merita per quello che ha fatto e sta facendo. Chissà, forse fra 20 anni, tra una retrospettiva sull’Olanda di Cruyff e l’altra. La squadra di Gasperini è ben organizzata, spinge, ci crede, ma manca dell’ultimo passaggio o dell’idea giusta, pur essendo quella che ci prova di più. Dall’altra parte si salva la catena di sinistra, dove Matuidi, Asamoah e Alex Sandro sono quanto meno più attivi e agonisticamente pronti. Nella ripresa si assiste a un generale risveglio, ma la Juventus non migliora abbastanza per non rischiare in modo talvolta clamoroso. Certo, in attacco si fa più cattiva e nei primi minuti del secondo tempo ha almeno tre occasioni, ma per contro dopo una palla giocata malissimo da Mandzukic nell’area atlantica, parte un contropiede solitario di Papu Gomez, con tanto di uscita di dieci metri fuori dall’area di Buffon che, come all’andata, si trova faccia a faccia con il suo amico argentino. Anche in questo caso vince il duello, pur senza toccare il pallone, che scagliato verso la porta da trenta metri, finisce sul palo ed esce. Di lì a un minuti, Douglas Costa pareggia il conto con una traversa colpita da un suo notevole tiro a giro. La partita si rianima, la Juventus ci crede un po’ di più, Khedira al posto di un Marchisio non del tutto convincente dà più rapidità alla manovra e così nasce l’azione del rigore, che vede Matuidi atterrato in area da Mancini,  mentre cerca di raggiungere un cross di Lichtsteiner. Sul dischetto va Pjanic e segna al 75’. Finisce così, aspettando la finale del 9 maggio a Roma. (Tuttosport.com)

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