domenica 18 febbraio 2018

Torino-Juventus 0-1. Derby ai bianconeri, decide Alex Sandro

La Juventus supera l’ostacolo più pericoloso e impervio di questa parte di stagione, vincendo un derby duro e difficile con merito e per maggiore applicazione, dimostrando di volere tenacemente il settimo scudetto e di non soffrire di particolari patologie psicofisiche dopo lo strano 2-2 con il Tottenham. Anche perché il Torino di questa mattina è stato un avversario degnissimo e tosto. Vince la squadra più forte, ma il Torino esce meglio rispetto a tutti i derby giocati negli ultimi tempi. Vince la squadra più forte e dimostra che le fatiche di Firenze e i tentennamenti i Champions sono malesseri passeggeri: la Juventus si giocherà il finale di stagione accelerando progressivamente, come aveva previsto Allegri. E vittorie come queste spingono in modo sostanziale dal punto di vista psicologico la squadra. Il Torino inizia il suo miglior derby degli ultimi anni: prende il controllo della partita, ha una grande occasione (per quanto di origine fortuita), non permette alla Juventus di sviluppare la manovra offensiva con una marcatura Anni 70 di Baselli su Pjanic. La mano di Mazzarri è evidente: davanti ai bianconeri c’è una formazione agguerrita, ma non isterica, cattiva ma concentrata. E all’8’ potrebbe anche andare in vantaggio quando Chiellini esce in ritardo su Obi, si lancia in scivolata ma il contrasto favorisce il granata che scatta in contropiede accompagnato da Belotti. Davanti a loro il solo Rugani che fa quello che può, in compenso Obi appoggia una palla saltellante e imprecisa a Belotti che manca totalmente di freddezza e pasticcia ulteriormente. Sono i tre secondi che consentono alla Juventus di rischierare la difesa e bloccare l’occasione. Ma resta comunque il segnale di un Torino gasato. La svolta, tuttavia, è dietro l’angolo: Higuain, che aveva preso una botta in un contrasto con Sirigu nei primissimi minuti, deve uscire. Entra Bernardeschi e la Juventus inizia una strana partita senza centravanti, con l’ex viola frizzante nonostante gli acciacchi, che va a destra e Douglas Costa che si sposta in mezzo, mantenendo tuttavia la sua libertà tattica, tanto che spesso il centravanti lo fa Khedira. La mossa forzata però scompiglia l’ordine difensivo del Toro che perde il punto di riferimento più chiaro e si ritrova con Bernardeschi che velocizza in modo sostanziale il recupero palla e le ripartenze bianconere. Vedi il gol: inizia con un contrasto vinto proprio dal 33 juventino che si lancia in uno slalom sulla destra tagliando in due la difesa granata e mette in mezzo per un facile appoggio di Alex Sandro, che con il gol corona la sua resurrezione a campione, nella sua migliore partita della stagione. E a quel punto il Toro scompare, lascia il pallino alla Juventus, si deprime, rischiando più volte di prendere il secondo. Mazzarri capisce che deve cambiare qualcosa e prova a mettere Niang al posto di Baselli, spostando Ansaldi in mezzo, Iago su Pjanic e lasciando largo Niang nella speranza di dare bollicine alla fase offensiva. Il Toro prende coraggio, ma non più il controllo della partita, ormai salda nelle mani della Juventus. Manca soprattutto Belotti, avulso e mosso da un atteggiamento poco derbistico. Nella Juventus invece riappare Dybala, che al 65’ entra al posto di Douglas Costa  e semina il panico nella difesa granata, infilandosi subito in tre occasioni da gol e dimostrando di aver superato alla grande l’infortunio muscolare. Il finale è elettrico: un gol di vantaggio in un derby non basta a vivere gli ultimi minuti in serenità, ma la Juventus ha nervi saldissimi e il Toro non ne ha proprio più. (Tuttosport.com)

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