lunedì 22 gennaio 2018

Juventus-Genoa 1-0. Rete di Douglas Costa

Una Juventus versione operaia, compatta e senza troppi fronzoli, batte di misura il Genoa, con un gol di Douglas Costa nel primo tempo, e risponde così al Napoli riportandosi a -1. Un match non stratosferico, ma chiuso con i tre punti. Ed è quello che conta per la squadra di Allegri. La sofferenza nel finale? Si spiega con un po’ di stanchezza e il tridente pesante rossoblù senza più nulla da perdere alla ricerca del clamoroso pareggio. In fondo, comunque, gli ospiti non impegnano mai severamente Szczesny, anche perché quando si alza il muro è dura passare. Per tutti. Il calendario, da ora in avanti, non darà respiro e c’è bisogno di recuperare qualche infortunato. Higuain a secco? Sì, ma sulla generosità e concretezza nulla da dire: semplicemente al servizio della Vecchia Signora. Come SuperMario Mandzukic, uomo che rincorre e sforna l’assist vincente. Douglas Costa? Decisivo con il suo spunto: il brasiliano sta migliorando, mentre il connazionale Alex Sandro non esce ancora dal tunnel. Allegri punta sulla difesa a quattro con Benatia e Chiellini al centro: il capitano è anche l’unico italiano in campo tra i campioni tricolori. Davanti, ai lati di Higuain, Douglas Costa e Mandzukic. Ballardini si affida all'esperienza di Pandev. In tribuna il ct argentino Sampaoli. La Juve deve rispondere al Napoli, il Genoa cerca punti per la tranquillità. La prima uscita di Perin è senza problemi. La gara, in effetti, è anche la sfida nella sfida tra il portiere genoano e  Szczesny, con l’eredità di Buffon sullo sfondo. Al 3’ Pjanic spedisce alle stelle, dopo un’azione insistita di Higuain. Il Pipita ci riprova subito, ma senza successo. Fallo di Spolli sul connazionale e punizione invitante per Pjanic. Il bosniaco va al tiro ma Perin devia in tuffo plastico.  Al 16’ combinazione perfetta tra Mandzukic e Douglas Costa, che prima aveva servito il croato recuperando palla in un contrasto: il brasiliano versione Flash la mette dentro con un guizzo in penetrazione. Occhiata al Var e gol, perfettamente regolare, confermato. Si ferma così a 415 minuti l’imbattibilità di Perin.  Al 23’ tiro coordinato di Pjanic, il portiere rossoblù c’è.  La squadra di Allegri ha il controllo del match anche se il ritmo non è assatanato. Mandzukic ci prova con un tiro al 32’, troppo centrale però per impensierire Perin. Il tecnico bianconero, reduce dall’influenza, a bordo campo, tra un colpo di tosse e l’altro, continua a urlare di passare la palla a Higuain che si smarca con continuità. Nel frattempo, Ballardini manda a scaldarsi il torinese Lapadula, da sempre tifoso juventino. Il primo tempo comunque non offre altre emozioni e finisce sull’1-0 per la squadra di casa. Anche Galabinov si prepara per entrare. Il Genoa è a trazione anteriore, vuole cercare almeno una reazione. All’11’ Mandzukic reclama il rigore per una spinta subita nello stacco aereo, l’arbitro fa correre. Poi, ripartenza perfetta dei bianconeri con tiro finale di Pjanic fuori di poco. Juve arrembante, prima con Lichtsteiner, poi con Higuain: salva Izzo sulla linea facendo “cristonare” l’argentino. Dentro Lazovic per l’opaco Taarabt. Si prepara anche l’ex Sturaro (per Khedira): il cambio scatta al 25’.  Quindi tocca ad Asamoah per Alex Sandro, ancora una volta non brillante come lo scorso anno. Al 33’ arriva il momento di Lapadula. Il Genoa, con il tridente pesante, mette un po’ di pressione sui bianconeri. Allegri getta in campo la carta Barzagli (subentra a Lichtsteiner). La squadra va in sofferenza nel finale e bisogna stringere i denti, serve esperienza. Pjanic tenta il colpo per chiudere definitivamente i conti, ma sbaglia mira. E Allegri si arrabbia assai. Matuidi ha un sussulto, alto pure lui. Perin va a saltare, negli ultimi secondi infuocati, con Allegri che si sgola, incontenibile. Il fischio finale è una liberazione e lo Stadium esulta: la Juve è di nuovo un passo dal Napoli. (Tuttosport.com)

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