sabato 27 gennaio 2018

Chievo-Juventus 0-2. Khedira-Higuain, bianconeri in testa

Le chiamano “vittorie sporche” e arrivano alla fine di partite brutte. Dicono che sono un segnale importante della forza di una squadra e un po’ è certamente vero, perché quando te ne vai in provincia e ti trovi non solo il pullman, ma tutto il parco macchine della società parcheggiato davanti alla porta avversaria, segnare un gol diventa più difficile che vincere in Champions League. Al netto di uno sfolgorante Douglas Costa e un ordinato Pjanic, il resto della squadra ha pasticciato parecchio, non riuscendo a verticalizzate a sufficienza e facendo fatica a dare un minimo di incisività al possesso palla. E’ un campanello d’allarme, non necessariamente un processo: può capitare e se vinci è un segnale positivo, ma la Juventus deve ritrovare al più presto una maggiore lucidità offensiva. A Verona, invece, si trova una Juventus imballata e un Chievo mostruosamente difensivo producono uno spettacolo non proprio esaltante. I gialloblù stanno costantemente in dieci dietro la linea della palla, scavando una trincea davanti alla propria area. La densità difensiva creata da Maran crea problemi di fisica più che di tattica per la Juventus: per la legge dell’impenetrabilità dei corpi, gli spazi a disposizione sono pochissimi e certo non aiuta il fatto che il solo Douglas Costa pare essere in grado di saltare l’uomo con proficuo da parte dei bianconeri. Higuain lotta, ma è impacciato e all’inizio della ripresa commette un paio di errori piuttosto grossolani. Mandzukic è più utile a centrocampo che nella trequarti. Pjanic organizza con la consueta classe, ma non trova davanti a sé giocatori che si smarcano e spesso è costretto a dialogare con compagni dietro di lui. Non aiuta il fatto che il terzo uomo di centrocampo sia Sturaro, volenteroso e combattivo, ma certo non raffinato nella gestione del pallone e non adatto alla creazione dell’agognata superiorità numerica. Il Chievo sotto il profilo offensivo non esiste. La strenua resistenza difensiva non prevede iniziative in attacco. E in compenso Samuel Bastien impazzisce e nel giro di 120 secondi viene espulso: prima interviene con violenza su Asamoah e prende un giallo che vira all’arancione, poi si aggrappa alla maglia dello stesso Asamoah che sta ripartendo e lo ha saltato in velocità: altro giallo e rosso indiscutibile, nonostante Maran si incendi, oggettivamente senza ragione. Così come folle è la reazione di Cacciatori a metà della ripresa che si arrabbia con l’arbitro Maresca perché questo gli chiede di uscire dal campo e attendere, come da regolamento, il suo via libera per rientrare. Il giocatore clivense esce, ma con fare polemico e fa il gesto delle manette all’indirizzo dell’arbitro che non può non espellerlo. In 9 contro 11, il Chievo capitola quando Allegri toglie Sturaro e mette Bernardeschi, passando a un iperoffensivo 4-2-4. E’ proprio il geniale ex fiorentino che, al 67', va sul fondo e offre un pallone in mezzo che Khedira calcia con violenza e a fil di palo. La Juventus sostanzialmente merita il gol, se non altro perché è stata l’unica ad attaccare. Certo, ha dovuto aspettare di essere in doppia superiorità numerica e ha poi continuato a fare una gran fatica per costruire qualcosa di decente a livello di occasioni da gol. Anzi Szczesny deve addirittura uscire su Radovanovic in contropiede. Nel finale, però, l'ennesima trovata di Douglas Costa da sinistra pesca la testa di Higuain che all'88' chiude la partita e si sblocca. (Tuttosport.com)

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