sabato 9 settembre 2017

Juventus-Chievo 3-0. Dybala magico, Higuain strepitoso

Non tutti i punti sono alla panna, ma i tre che la Juventus conquista contro il Chievo sono sostanziosi come un panino al salame: pochi fronzoli, ma molta efficacia. Il gusto, tanto, ce lo mette uno strepitoso Dybala nell’ultima parte. Fatica post nazionali, nuovo sistema di gioco (4-3-3) non troppo oliato, tanti nuovi giocatori in campo: non è stata una prestazione esaltante della Juventus, ma la praticità di questa vittoria dà la misura della solidità della squadra di Allegri, micidiale anche quando non gioca bene e che sta ritrovando la fenomenale fase difensiva con la quale ha sigillato gli ultimi campionati. Merito, certamente, del centrocampo a tre con Sturaro e Matuidi a scortare Pjanic. L’agonismo del primo e l’eccezionale dinamismo del secondo hanno coperto maggiormente la retroguardia che, rispetto alle prime uscite stagionali, non ha praticamente mai dovuto affrontare gli avversari nell’uno contro uno, ma potendosi sempre schierare e anticipare. Non solo, il Chievo rispetto alla Lazio, al Cagliari e al Genoa non è praticamente entrato in area, finendo la prima partita dei bianconeri in cui non è intervenuto il Var. Detto ciò ci vorrà dell’altro per affrontare il Barcellona al Camp Nou, soprattutto rispetto alla Juventus del primo tempo. Non è un caso che l'ingresso di Dybala nella ripresa abbia riacceso la luce del talento illuminando un pomeriggio ingrigito dalla pioggia e dalla scarsa efficacia degli attaccanti bianconeri. Passata in vantaggio con un autogol di Hetemaj che ha incornato nella sua porta una punizione battuta da Pjanic al 17’, la Juventus ha poi attaccato, ma in modo meno ficcante del solito. Effettivamente il 4-3-3 ha visto un po’ spaesato Mandzukic, abituato nel 4-2-3-1 a movimenti diversi e comunque non aiutato dalla giornata opaca di Asamoah, non sempre preciso nelle sovrapposizioni. Mentre Douglas Costa si è acceso solo a momenti, piccole fiammate che non sono state in grado di incendiare Higuain, volenteroso e dinamico, ma praticamente mai al tiro nel primo tempo. Il sistema con tre centrocampisti è da rivedere, ma è sicuramente parsa più fluida e piacevole la Juventus della ripresa o, meglio, la Juventus dal 52’ in poi, quando è entrato Dybala e si è tornati al 4-2-3-1 (anche se Allegri dalla panchina sembra aver chiamato il 4-4-2). Un po’ per merito dell’argentino, che conferma lo stato di grazia, un po’ perché con quel sistema i giocatori sono più liberi e imprevedibili. L’azione che ha fruttato il 2-0 è un’invenzione di Dybala e Pjanic: il primo strappa la palla dai piedi di Higuain che a quel punto va a incrociare, il secondo prosegue e pesca proprio il Pipita libero in area: il tiro è violento, quasi rabbioso e chiude la partita. Nel finale c’è spazio anche per Bernardeschi, in tempo per prendersi un urlaccio da Allegri per una spensierata marcatura. Ma soprattutto c’è Dybala, che dimostra di essere un fenomeno firmando un piccolo capolavoro calcistico con il terzo gol, saltando con uno scatto e un solo dribbling tutta la difesa del Chievo e infilando Sorrentino in controtempo. Roba d’alta scuola, roba da chi ha iniziato la sua scalata per salire in cima al mondo. (Tuttosport.com)

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