martedì 1 agosto 2017

Pinsoglio, dall'aggressione a Livorno al ritorno alla Juve

Il cuore di Carlo Pinsoglio batte forte quando si parla di Juventus. Nato a Moncalieri il 16 marzo del 1990, esordisce calcisticamente nella squadra locale, prima di trasferirsi in bianconero ad appena 10 anni. Portiere di grande prospettiva, considerato l'erede di Gianluigi Buffon, vince due tornei di Viareggio da protagonista assoluto nel 2009 e nel 2010. E' pronto per il grande salto. Invece che spiccare il volo, però, cade nel vuoto. Almeno fino a quest'estate, quella del ritorno a casa. Tra il 2011 e il 2017 Pinsoglio è diviso tra prestiti e trasferimenti. Dapprima al Viareggio, poi al Pescara. Dopo aver rotto i rapporti con mister Zdenek Zeman, arriva a Vicenza. Raccoglie soltanto delusioni. La carriera sembra sempre più in bilico, mentre Pinsoglio resta due anni a Modena e poi sbarca a Livorno. La squadra sogna la promozione nella massima serie e l'estremo difensore, di conseguenza, il tanto sognato esordio in Serie A. Tanti errori e un'annata da dimenticare, però, mettono la squadra addirittura a rischio Lega Pro. Il 21 maggio 2016 l'incubo si avvera. Una papera del piemontese spinge i granata nella terza serie italiana dopo 15 anni e Pinsoglio, di fronte agli occhi allucinati dei genitori, viene picchiato in un'aggressione da parte di un manipolo di tifosi impazziti. Passa la notte in ospedale e medita di smettere con il calcio. Lo salva un prestito al Latina, in cui è titolare indiscutibile e sfoggia diverse grandi prestazioni. A 27 anni torna sul palcoscenico per meriti sportivi e il grande amore lo richiama con sé. In estate, quella che stiamo vivendo, Norberto Neto parte verso il Valencia, Emil Audero va a fare esperienza al Venezia e, alle spalle di Buffon e Wojchiech Szczesny, alla Juventus, si libera un posto da terzo portiere, che per Pinsoglio significa il sogno di una vita. Dice sì alla chiamata senza nemmeno pensarci un attimo e torna a vestire i colori bianconeri. Vederlo in campo sarà una chimera, ma al classe '90 basta essere tornato nella squadra che lo ha lanciato fin da quando era ancora bambino. (Fonte: ilbianconero.com)

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