sabato 26 agosto 2017

Genoa-Juventus 2-4. Dybala show, Cuadrado magico

Juventus missione compiuta. La vittoria sul Genoa ha un peso specifico enorme, perché fondamentale era per i banconeri portare a casa la seconda vittoria su due in campionato. Oggi è finito il “precampionato” della Juventus. Quando il campionato riprenderà ci sarà una squadra muscolarmente più sciolta (e certi giocatori sembreranno trasformati), mentre nel corso del prossimo mese si chiariranno anche le idee sul sistema di gioco che potrebbe anche trasformarsi in un 4-3-3 o in 4-3-2-1. E allora si potranno esprimere giudizi compiuti sulla squadra e sul mercato. Per ora si può elogiare la solidità caratteriale di una squadra che riesce a rimontare una partita nata in salita, la qualità generale dei nuovi acquisti, la fenomenale crescita di Paulo Dybala, non più talento, ma fuoriclasse autentico e in grado di cambiare le partite con la sua classe sempre più utile. Quello di Marassi è un Dybala immenso: tre gol e tanta sostanza, segna e combatte, va a prendere il pallone ovunque, si fa trovare nel posto giusto, sopperisce le mancanze di Mandzukic e Higuain, la cui forza di volontà non è sufficiente a trascinare la zavorra nei loro muscoli. Quando anche il resto della squadra girerà, Dybala potrà scintillare ancora di più e nulla potrebbe essere vietato con uno come lui. Detto ciò, la far difensiva della Juventus appare ancora troppo spensierata, al netto dei carichi di lavoro. E’ un inizio choc: il Genoa che segna dopo pochi secondi, grazie a una discesa spaventosa di Pandev che mette al centro un pallone per Galabinov sul quale pasticcia Chiellini facendolo rimbalzare su Pjanic e provocando un autogol quasi comico. Il raddoppio arriva con il rigore concesso attraverso il Var, ma se l’intervento su Galaboniv di Rugani è netto, sbaglia l’analisi televisiva nel non notare che il genoano è in fuorigioco: se la moviola dovrebbe garantire la perfezione che perfezione sia. Sul 2-0 che ricorda la partita di un anno fa, la Juventus reagisce, anche e soprattutto grazie a Dybala, i cui sguardi ai compagni sono significativi fin dalla palla al centro dopo il secondo gol genoano. Il 2-1 è proprio di Dybala, che raccoglie un assist di Pjanic che a sua volta approfitta di una grande giocata di Higuain. Il Genoa patisce la voglia della Juventus e si abbassa, Juric richiama i suoi, ma la prevalenza è bianconera che sbaglia parecchi palloni in fase di rifinitura. E raggiunge il gol alla fine del tempo, quando una accelerazione di Cuadrado mette nelle condizioni Mandzukic di calciare dall’area piccola: la palla viene “parata” da Lazovic e il Var assegna il rigore, trasformato con freddezza da Dybala. La ripresa inizia con la Juventus più concentrata rispetto al primo, anche in difesa. E Cuadrado azzecca uno stop di petto e un controllo da urlo per il 3-2. Entra Matuidi e dà sicurezza al centrocampo, il Genoa gioca alla disperata, ma alla fine chiude la partita Dybala con un altro gol capolavoro dal limite dell’area. E’ tutta un’altra storia rispetto all’anno scorso, ma non è ancora la vera Juventus. Per ora è solo il vero Dybala. (Tuttosport.com)

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