domenica 21 maggio 2017

Juventus-Crotone 3-0. Sesto scudetto di fila! Record

E quindi è leggenda, record assoluto, impresa che assume portata monumentale: sei campionati di seguito, terzo double con la coppa Italia di fila, un dominio che nessun’altra squadra aveva mai imposto negli oltre centoventi anni di calcio italiano. Non servono parole, molto più eloquenti sono i fatti e i numeri in questa domenica destinata a passare alla storia e consacrare la Juventus, questa Juventus, nell’unicità delle sue conquiste. Ci sarà spazio per il dibattito sui meriti (fondamentali quelli della società, determinanti quelli dell’allenatore, commoventi quelli della squadra) e paragoni barsporteschi fra la squadra di Allegri e le più grandi formazioni di tutti i tempi. Adesso è tempo di festeggiare, con juventina sobrietà perché tra quindici giorni c’è una finale di Champions League, ma festeggiare perché è giusto, sacrosanto anzi, che questo gruppo si goda il tributo da parte del suo popolo e che milioni di juventini assaporino un momento che ricorderanno per sempre. Il destino ha voluto che l’epilogo del campionato della leggenda sia Juventus-Crotone, sfida meno fascinosa di quella con la Roma, ma spesso il fato va a scegliersi anfratti meno illuminati per i suoi momenti decisivi. E la partita è senza storia. Scioltezza totale: Juventus 1 Ansia 0 al 12’ quando Mario Mandzukic - proprio lui, il guerriero più amato dai tifosi - recupera un traversone di Cuadrado e fissa il topic del pomeriggio. Il Crotone c’è, il suo pressing alto e sistematico pure, ma per combinare qualcosa dovrebbe sposarsi con la distrazione bianconera, questa volta rimasta negli armadietti di Vinovo. Non scherza per nulla, la Juventus: seria e arrabbiata come lo è stata sempre quando non c’era da sbagliare. Higuain è indemoniato, Dybala è una boutique del cioccolato, Mandzukic è determinato a calpestare ogni singolo filo d’erba del campo, pure Cuadrado il meno in forma di tutti in questo periodo azzecca il cross dell’1-0. E, come nelle grandi partite, la Juventus non molla, cerca il secondo gol, controlla le velleità crotonesi a centrocampo chiudendo ogni varco. Non c’è aria di festa, solo una dannata voglia di vincere anche questo scudetto. Nel finale di primo tempo Dybala è caldissimo: prima si vede negare un rigore piuttosto netto (Ferrari lo scalcia da dietro), poi su punizione al 39’ dipinge il 2-0 co una parabola all’incrocio dei pali che pare un progetto di Leonardo. La ripresa è un esercizio mentale da parte della Juventus, con il caldo che soffoca e la voglia di festeggiare che soffia fresca dagli spalti, ma non si notano cedimenti nell’attenzione degli uomini di Allegri, le cui corde vocali si godono un turno di relativo riposo. Anche quando, con il passare dei minuti, la tensione lascia spazio alla voglia di fare accademia e spunta qualche giochettino di troppo. Considerato che il Crotone finisce le forze, soprattutto quelle mentali frustrate dalla cattiveria agonistica juventina, a metà della ripresa, può anche andare bene così. Anche perché all'82' Alex Sandro incorna in rete un calcio d'angolo di Dybala (rete convalidata dalla goal line tecnology) per lucidare il risultato finale. Da lì è solo attesa per i tre fischi con cui finisce la partita e inizia, finalmente, la festa. (Tuttosport.com)

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