sabato 15 aprile 2017

Pescara-Juventus 0-2. Higuain doppietta, +8 sulla Roma

La sintesi estrema, il succo più concentrato che c’è di questo campionato sta nell’assolato sabato pasquale: la Juventus gioca a Pescara una partita inserita in un panino di sfide con il Barcellona che valgono la semifinale di Champions e vince con concentrata determinazione; la Roma, che nei giorni liberi ha fatto calcoli di rimonta, non batte l’Atalanta in casa. Bianconeri a +8 con sei giornate alla fine: un suicidio è ancora possibile, ma con quel margine è possibile affrontare le ultime asperità (la trasferta a Bergamo, il derby e la trasferta all’Olimpico) con un bonus di almeno due sconfitte. Più delle parole, le formazioni. il concetto di Max Allegri è chiaro: il campionato, il sesto consecutivo, è una cosa serissima e lo schieramento offensivo della Juventus non scherza affatto: ci sono tutti, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Per il turnover c’è la difesa, dove Allegri gode di un’abbondanza esagerata e può rivoltare l schieramento senza perdere efficacia. E il messaggio del tecnico viene colto molto chiaramente dalla squadra, che approcci a la partita di Pescara con la stessa concentrazione dedicata al Barcellona (e chi si chiede del perché delle tante vittorie bianconere negli ultimi anni dovrebbe provare a ragionare intorno a questo atteggiamento mentale). L’andamento tattico della partita è piuttosto scontato. Il Pescara emaniamo aggredisce la Juventus che ammortizza senza troppi affanni la foga agonistica degli avversari e riparte in modo velenoso, sfruttando la devastante ispirazione di Juan Cuadrado che si abbatte sulla fascia destra, stremando Biraghi, Bruno e Campagnaro, nessuno dei quali è in grado di fermare la sua furia calcistica. Nascono così i due gol della Juventus. Il primo con una percussione di Cuadrado che si vede respingere il primo tiro da Fiorillo e invece di provarci una seconda volta, appoggia con intelligenza a Higuain per il più facile dei tap-in (22’). Poi, al 43’, Cuadrado insiste sulla fascia, appoggia per Pjanic che crossa, Mandzukic ammorbidisce la traiettoria di testa, depositando il pallone a portata di Higuain nell’area piccola: 2-0 e difesa del Pescara in entrambi i casi lenta e posizionata male. Dello zemanismo, in questo Pescara, sembra rimasta solo la trascuratezza con la quale si difende, il resto è un guazzabuglio di passaggi imprecisi, movimenti scoordinati e inutile cattiveria negli interventi. Come quando Sulley Muntari colpisce alla caviglia Dybala, costringendolo all’uscita e mandando in ansia il popolo juventino. Un intervento a metà campo, piuttosto inutile e clamorosamente non sanzionato dall’arbitro Di Bello, che avrebbe dovuto espellerlo, in quanto già ammonito. La ripresa procede quindi senza strappi o sussulti. La Juventus non sbraca nonostante il caldo, il Pescara è sempre più caotico, le fiammate degli attaccanti bianconeri tengono in vita l’interesse e distraggono i tifosi dalla nervosa attesa di notizie su Dybala (alla fine pare si tratti di una distorsione alla caviglia non particolarmente grave). E il sesto scudetto consecutivo, quello della leggenda, compie un altro importante passo verso Torino. (Tuttosport.com)

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