venerdì 28 aprile 2017

Atalanta-Juventus 2-2. Grinta e distrazioni bianconere

Se la Juventus si fosse montata la testa dopo aver eliminato il Barcellona, l’Atalanta rinfresca i bianconeri se non proprio con un bagno, quanto meno con una doccia di umiltà. Se non combatti non vinci, soprattutto contro una delle migliori squadre del campionato. Il pareggio rinvia le certezze scudetto, ma soprattutto impartisce alla squadra di Allegri un severo ripasso su tutti i possibili errori difensivi che non si devono commettere contro il Monaco e una lezioncina sull’approccio. La Juventus fatica. Lotta, perché è abituata a farlo, ma sembra mancare della quota di cattiveria necessaria per sfondare il muro. Dybala manca di ispirazione e precisione. Cuadrado ha il motore ingolfato. Pjanic è soffocato dal pressing e sbaglia più palle in 45’ che nel resto del campionato, Khedira non trova sbocchi. Il primo tiro in porta è al 25’ (girata di Higuain debole), l’unica vera occasione è al 36’ con traversone di Chiellini in formato Beckham e diagonale da destra dell’accorrente Cuadrado che angola un pelo troppo. Ma anche l’Atalanta è pericolosa e dopo un paio di buone occasioni (Hateboer al 4’ e Freuler al 29’), passa in vantaggio con Conti all’ultimo minuto del primo tempo. Azione ripetuta, con un primo tentativo di Kurtic respinto, poi il cross dell’indemoniato Gomez e Conti che, nell’area piccola, anticipa un Alex Sandro in ritardo e un Mandzukic goffo. Un vantaggio meritato che premia un primo tempo giocato alla pari. La Juventus della ripresa si trasfigura sotto il profilo caratteriale e spaventa l’Atalanta iniziando ad azzeccare più passaggi e schiacciando le due linee nerazzurre rendendo più caotica la fase difensiva meno massiccia che nel primo tempo. Il gol del pareggio arriva proprio per la pressione juventina che mette in crisi la concentrazione dei singoli: punizione di Pjanic da destra e Spinazzola di testa involontariamente infila Berisha. Da quel momento inizia un’altra partita, l’Atalanta va in affanno, anche perché gli scambi di posizione fra Khedira e Dybala tolgono punti di riferimento e psicologicamente la Juventus è una belva che sente l’odore del sangue. Manca ancora la precisione degli uomini più tecnici, c’è però la cattiveria del gruppo mancata nel primo tempo. L’Atalanta non riesce a uscire dalla sua trequarti, asfissiata dal forcing bianconero. Ci sarebbe anche un rigore per un clamoroso colpo di mano di Toloi: l’arbitro Guida prima lo assegna, poi lo toglie su suggerimento di Rizzoli, arbitro di porta e non si capisce perché. La Juventus alza progressivamente il ritmo. Arriva, inevitabile, il gol del 2-1 con una zampata di Dani Alves che raccoglie a destra un cross di Pjanic: mancano 9 minuti alla fine e sembra fatta, ma la Juventus trova il tempo per pagare ancora un calo di tensione e un errore in fase difensiva, con Freuler che prima richiede un miracolo a Buffon, ma lo infila sulla ribattuta. Finisce con un 2-2 sostanzialmente giusto e dal quale la Juventus può imparare molto per l’ultimo decisivo mese. (Tuttosport.com)

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