giovedì 23 febbraio 2017

Porto-Juventus 0-2. Quarti ipotecati a Oporto

Uno-due nella ripresa e la Juve va, ipotecando il passaggio ai quarti . Nell’andata degli ottavi di Champions League, a Oporto, Allegri azzecca i cambi: dentro Pjaca, gol; dentro Dani Alves, raddoppio. Grande impresa dei bianconeri allo stadio do Dragao. Sì, in superiorità numerica per quasi tutto il match, grazie all’espulsione dello sciagurato Telles che forse sentiva troppo il match, da ex Inter… Ma resta grande impresa. E se le difficoltà a sbloccarla si spiegano anche con la sfortuna (Dybala si ferma al palo, per Higuain è questione di centimetri), non è mai in discussione il controllo del match, con personalità. E nel momento decisivo, le mosse di Max che danno il… massimo. Pjaca, talento mai espresso fin qui, si mette a dribblare e alla seconda azione la butta dentro. Dani Alves, che non ama stare in panchina, tocca il primo pallone e lo mette alle spalle di Casillas con rabbia e classe. Così, con due exploit, i portoghesi vanno al tappeto, dopo una gara generosa ma senza impensierire troppo Buffon. Questa è una Juve da Champions e lo dimostra anche su un campo dove di solito le italiane fanno brutte figure. Quando si tratta di dettagli e di tattica, la Vecchia Signora non è seconda a nessuno e possiede così tanta qualità da poterla pescare in panchina, nel momento del bisogno. La vittoria per 2-0 è una vittoria del gruppo. Che assorbe l’assenza di Bonucci e che mantiene i nervi saldi nell’avvio piuttosto caldo. Anche così si diventa grandi. Anche così si avanza in Champions. Ok, c’è il ritorno da giocare e in Europa nessuna gara va presa sottogamba ma i bianconeri hanno tutto per arrivare sino in fondo. In campionato e in coppa.

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