domenica 29 gennaio 2017

Sassuolo-Juventus 0-2. Higuain e Khedira in gol

Questa è la Juventus, questo è il sistema: dopo tre vittorie, sei gol fatti, uno subito, una ventina di occasioni da rete e pochissimi rischi difensivi corsi, si può promuovere come modulo definitivo il 4-2-3-1. La netta e brillante vittoria sul Sassuolo (0-2 senza storia) conferma tutta la bontà dello schieramento con tutti i giocatori di qualità in campo dal primo minuto e la volontà, forte e chiara, della squadra di metterlo in pratica, garantendo una collettiva e commovente partecipazione difensiva. E l’impressione di potenza che la nuova Juventus impone agli avversari fin dai primi secondi della partita è schiacciante sia sotto tutti i punti di vista: psicologico, fisico e di esperienza. Si dirà: vabbé con il Sassuolo, come in precedenza di è detto della Lazio, ma il problema è che le partite vanno vinte (come dimostra la Roma) e la Juventus pare farlo con grande facilità e senza apparente sforzo, potendo contare su tale e tanta qualità. Così ora si trova a +4 sulla Roma sconfitta a Genova dalla Samp e con una gara da recupera (8 febbraio a Crotone). Per la terza volta su tre, da quando la Juventus è passata allo stellare 4-2-3-1, arriva un gol entro i primi dieci minuti. Dybala aveva sbloccato al 6’ contro la Lazio e al 9’ contro il Milan, ieri Higuain la butta dentro pure lui al 9’, con tocco meravigliosamente rapace, che anticipa Acerbi sul cross teso di Mandzukic da sinistra. Considerando che l’azione era partita dalla destra con una giocata di Cuadrado, è un gol manifesto del nuovo sistema con tutti i fenomeni dentro dall’inizio. E’ meravigliosa anche l’azione del secondo gol che arriva al 25’ dopo un’occasione fallita da Higuain. E proprio il Pipita innesca l’azione del raddoppio vincendo caparbiamente un tackle contro Cannavaro, schizzando sulla sinistra e mettendo in mezzo: velo di Dybala che sbilancia la difesa, tocco dell’accorrente Khedira. Nella tiepida comodità del 2-0 a metà del primo tempo, di solito, la Juventus si assopisce, ma questa volta salta il pisolino agonistico e insiste, seppure con meno fervore atletico, a cercare il gol. E all’inizio del secondo tempo ha in sequenza due occasioni clamorose: Bonucci al 5’ (fuori di poco su azione di corner) e Dybala al 9’ (palo dal limite del’area). Il Sassuolo a quel punti si sveglia e riesce a impegnare Buffon per la prima volta dall’inizio della partita: è il 14’ quando Matri da dentro l’area piccola chiama al primo miracolo da trentanovenne per il numero uno bianconero. Ma l’unico momento in cui Buffon partecipa alla festa juventina, perché il baricentro della partita si sposta di nuovo nella metà campo del Sassuolo (nel quale è difficile salvare qualcuno, a partire da un Berardi assai rimpicciolito dai confronti con Mandzukic e Alex Sandro), dove la Juventus continua a sbagliare gol (un’altra costante del nuovo sistema di gioco). Hanno ancora l’occasione per segnare: Higuain due volte e Mandzukic una. Il conto totale delle occasioni è quindi un eloquente 5-1 per i bianconeri al netto dei due gol. Il miglior riassunto della partita e una fotografia piuttosto nitida di quello che può fare la nuova Juventus a cinque stelle anche in trasferta. E si diverte, nel finale, pure Pjaca, che prova a fare il Mandzukic della fascia destra e sperimenta la ruvidità della difesa neroverde: lampi da diamante da sgrezzare, aperitivo di futuro. (Tuttosport.com)

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