mercoledì 26 ottobre 2016

Juventus-Sampdoria 4-1. Buon rientro di Marchisio

Torna Marchisio dopo 193 giorni ed è già un bel vedere (con buona pace di Hernanes), per il resto Allegri schiera un 3-5-2 funambolesco con Dani Alves centrale di destra, mentre Cuadrado ed Evra partono da ali della mediana a cinque, anche se il francese spesso arretra a quarto difensore, nella prospettiva di un 4-3-3 dal profumo di futuro. La difesa della Doria è un'inguardabile gruviera e Mandzukic in tuffo, servito da Cuadrado che scarica il cross con il solito schema (dribbling sull'esterno e traversone in mezzo), cancella quell'insopportabile “zero” dalla casella dei gol segnati. Il Mandzo torna al gol dopo 763 minuti di instancabile attesa, con tanto di abbraccio liberatorio con il panchinaro Lichtsteiner. Blucerchiati alla riscossa? Macché, c'è il testone di Chiellini su corner di Pjanic a griffare il 2-0 (ultima rete del difensore: Juve-Samp del 14 maggio, sempre da capitano...) e la retroguardia ospite va, ancora una volta, dietro alla lavagna. La Juventus si conferma cecchino infallibile nel primo tempo: dieci gol in totale di cui cinque segnati nel primo quarto d'ora, nessuno come i bianconeri. Che non si fermano: Pjanic gioca a tutto campo, lo stesso Mandzukic eccelle nel ruolo di recuperatore di palloni, Khedira supporta Cuadrado a destra, Higuain va a caccia del pertugio giusto per liberare il destro. La Sampdoria? Stinta come il colore della maglia che indossa: dopo lo 0-5 di maggio un campionato fa, ecco un 1-4 da metabolizzare in fretta. Allegri, allora, ne approfitta per chiedere ai suoi di allargare maggiormente il gioco, tanto l'avversario è già “groggy" dopo mezzo tempo. Persino Evra ci prova da fuori ma senza fortuna, poi il ritmo s'affloscia e c'è gloria pure per Neto che blocca un tracciante di Schick. Gli juventini (ma pure il doriano Barreto) stringono i denti: da Mandzukic a Evra, sono dolori assortiti e il francese lascia il posto ad Alex Sandro. La partita scorre via senza problemi fino all'evitabilissima quanto costante sciocchezza difensiva dei padroni di casa: Chiellini prima perde un pallone sanguinoso, poi assieme a Khedira non chiude su Schick, servito da Praet, e il match si riapre per un attimo. I bianconeri si mettono a gigioneggiare perdendo qualche pallone di troppo, ma non perdono la testa: Khedira sfiora il tris, quindi è Pjanic a certificare il 3-1 con un destro a risolvere un mischione in area doriana. Il gioco dei campioni non è ancora fluido come vorrebbe Allegri, ma il rientro di Marchisio è manna mai così attesa. Lemina sostituisce il Principino dopo un tempo e mezzo di buonissimo calcio: gioca e fa giocare meglio i compagni, Claudio, tanto che la crescita di Pjanic (assist e gol, meglio di così...) non sembra un caso. Higuain sfiora il 4-1 e l'avrebbe meritato, torna pure Asamoah, il poker è servito da Chiellini ancora a segno di testa: punizione di Cuadrado, tempi d'inserimento perfetti per il toscano ed è doppietta personale, la quarta da juventino. Il finale è scritto da un pezzo: avanti Juve. E così sia, aspettando il Napoli. (Tuttosport.com)

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