domenica 17 aprile 2016

Juventus-Palermo 4-0. La leggenda del quinto a un passo

Ventidue vittorie su ventitré partite: il mostro chiamato Juventus non ha pietà per nessuno, schiaccia il Palermo e inizia ad accarezzare il quinto scudetto consecutivo. Il pareggio della Roma a Bergamo, come la sconfitta del Napoli a San Siro, evidenziano ancora di più la devastante superiorità della Juventus, che al contrario delle concorrenti riesce a essere continua. Questa è una squadra che e in testa con 9 punti di vantaggio sulla seconda, dopo essere stata al dodicesimo posto con dodici punti di distacco alla decima giornata: vale la pena ricordarlo per rendersi conto della portata dell’impresa e della supremazia totale. Oggi pomeriggio se ne è avuta la ventiduesima dimostrazione in ventitré partite. E a riprova del fatto che giocare dopo l’avversario diretto per il titolo è un vantaggio, la sconfitta del Napoli, nell’anticipo di sabato contro l’Inter, manda in campo una Juventus rilassata e giocherina. Forse pure troppo, considerato che dopo il gol di Khedira al 10’, i bianconeri infilano 35 minuti cazzeggianti, con qualche imprecisione in rifinitura e pure una sbavatura in difesa che mette il Palermo a un… Barzagli dal pareggio, nel senso che il monumentale difensore bianconero si pone fra il tiro di Trajkovski, smarcato da Vazquez, e la porta, dopo che Buffon era stato superato in uscita. Un salvataggio che vale un gol e difende quello, meraviglioso, di Khedira che al decimo raccoglie un assist alla crema di Paul Pogba, stoppa e tira prima che il pallone tocchi terra, confezionando il suo quinto gol stagionale con un raffinatissimo fiocco. Parentesi: se il tedesco non fosse così fragile fisicamente, il colpo estivo di Marotta sarebbe paragonabile a quello di Andrea Pirlo di cinque anni fa. Dybala, nel frattempo, fa di tutto per lasciare il segno nella partita, recuperando palloni come un mediano nella sua interpretazione da tuttocampista del ruolo. Pogba delizia lo stadio e fa arrabbiare Allegri, che sfronderebbe di un buon 80% i colpi di tacco e affini del francese, ma è un giorno di festa e va bene così. Il resto della Juventus gestisce a ritmo comodo il pallone. Nella ripresa, dopo un mezzo cazziatone di Barzagli in diretta tv («Dobbiamo svegliarci e pedalare, se no si rischia la beffa»), la Juventus è più incisiva. Esce Dybala, entra Morata, ma il gol del 2-0 o segna Pogba arpionando il pallone che spiove da un corner con il tentacolo sinistro e appoggiandolo in porta, con umiliazione di Lazaar. Il Palermo di scioglie, la Juventus si diverte. Il gol di Cuadrado sembra quello di una particella con la Primavera: il colombiano salta lo sventurato Lazaar con un pallonetto, finta, sbilanciando il resto della difesa rosanero, e batte forte a rete. E nel finale c’è tempo per il gol di Padoin, chicca per i fan del centrocampista di culto del popolo bianconero. Gli antichi avrebbero interpretato il suo gol come un segnale degli dei: la festa può iniziare. (Tuttosport.com)

Nessun commento: