domenica 24 aprile 2016

Fiorentina-Juventus 1-2. Buffon da leggenda

Ormai non c'è più da stupirsi: puoi provare a irretirla, pressandola a tutto campo e stuzzicando i riflessi di Buffon, ma alla fine la Juventus vince sempre. La 24ª vittoria nelle ultime 25 partite ha una spiegazione banale: in Italia, ora come ora, i bianconeri sono semplicemente imbattibili. La Fiorentina ha battagliato, s'è impegnata, però contro i campioni d'Italia è tutto inutile: basta un guizzo, un lampo e la Fiesole è zittita, con lo scudetto che può arrivare domani, all'ora del tè, con tre turni di anticipo sul gong. E' sufficiente che il Napoli non vinca a Roma contro i giallorossi e la festa contagerebbe non solo Torino, ma tutto il mondo bianconero. Quattordici milioni di cuori pronti a pulsare all'impazzata, nel lunedì della Liberazione delle emozioni più genuine. La Juventus parte molliccia, anche perché la Fiorentina è solita assaltare l'area nemica soprattutto nella prima mezz'ora. Bernardeschi ara la fascia con incursioni pericolose pure in mezzo, Tello saggia i riflessi di Buffon, mentre i campioni d'Italia attendono il momento giusto per colpire. Chiamatela strategia o chissà cosa, sta di fatto che Mandzukic (soprattutto) e Dybala non gradiscono particolarmente l'andazzo di un match che vede la Fiorentina avvicinarsi all'impresa: rete annullata a Bernardeschi (Evra e Barzagli non salgono abbastanza), oltre ai soliti miracoli di Buffon su tiro del talentino viola deviato involontariamente da Barzagli, prima del rigore parato a Kalinic con mostruosa respinta successiva su Bernardeschi nel finale. Ma la tranquillità olimpica dei bianconeri trova sfogo nella prima azione corale da sballo: Khedira-Pogba-Mandzukic, per il quarto gol del croato nel 2016. Se segna lui, la Juventus vince sempre. E neppure le ruvidezze viola (Tomovic la passa liscia su un Dybala meno perforante del solito: braccio alto del viola, però Tagliavento fa spallucce) servono a riequilibrare il risultato: la sensazione di superiorità juventina è lampante, sebbene la Fiorentina protesti per un gol ingiustamente annullato (a Bernardeschi) e un rigore non fischiato (ad Alonso, messo giù da Rugani). Episodi, appunto, solo episodi, quelli che hanno fatto la differenza segnando lo strapotere bianconero. La coppia Pogba-Mandzukic è ancora una volta decisiva: tre degli ultimi quattro gol segnati dal croato sono frutto del genio di un numero 10 mai così in palla da quando veste il bianconero. Così si vincono gli scudetti: senza dominare, ma dando costantemente la sensazione di poter fare male. Alla fine dei conti la Juventus almeno un gol lo segna sempre: e se subisce il pari (Kalinic), subito si vendica con Morata - decisivo da subentrato - al termine di un flipper che fa rima con il tricolore. Allegri s'inquieta più volte per gli sprechi di Pogba (a parte gli svolazzi giovanili a Firenze il Polpo ha incantato la gente, ancora una volta) e la ridotta disciplina tattica di Lemina, poco avvezzo alla fase difensiva. Rugani soffre ma se la cava, la difesa regge, Buffon è sempre più illegale, gli esterni fanno legna più che offendere. Questa è la Juventus, sadica e cinica come nessuno, che ormai vede il 34° scudetto: ufficialità e aritmetica stanno per convolare a nozze. (Tuttosport.com)

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