domenica 7 febbraio 2016

Frosinone-Juventus 0-2. Cuadrado e Dybala show

Fatica, classe, carattere: la Juventus centra la quattordicesima vittoria consecutiva e si presenta allo scontro diretto con il Napoli ai “soliti” due punti di distacco. E’ un successo combattuto, gravoso e snervante nel quale la tenuta fisica e psicologica della squadra di Allegri è messa a durissima prova, ma la risposta è buona, per quanto non spettacolare. Non è la passeggiata allegra di Verona contro il Chievo, ma vale tanto, conferma l’estrema solidità difensiva della Juventus e la pura classe degli attaccanti che permettono di risolvere situazioni complicate come quella di oggi pomeriggio con una loro intuizioni. La Juventus è tormentata dalla nostalgia per Khedira e Mandzukic: senza il primo il gioco procede con troppo attrito sull’avversario, senza quella scioltezza nel fluire attraverso la giostra di passaggi dalla metà campo in poi; senza il secondo, scardinare il guscio difensivo del Frosinone è molto più difficile, soprattutto dovendo fare i conti con l’isteria di Morata e con un Dybala asfissiato e picchiato sulle barricate gialloblù erette da Stellone. Sembra di rivedere Juventus-Genoa, il fatto che il Frosinone si difenda decisamente più basso rispetto ai rossoblù è un sofisma tattico: non importa dove scavi la trincea, ma come la proteggi. E il Frosinone può contare su una truppa volonterosa e due come Chibsah e Gori che aggiungono quel pizzico di eroismo difensivo, tra falli, furbate, mestiere e un pizzico di fortuna. Nel primo tempo si contano tre occasioni bianconeri: Sturaro, Dybala e Morata vanno vicini al gol. Ma non c’è una vera e propria pressione bianconera, quando una battaglia di scontri fisici fra centrocampo e trequarti, nella quale non si trova granché a suo agio la squadra di Allegri e Morata in particolare. In tutto ciò si erge, per tutti i novanta minuti, Claudio Marchisio, uomo ovunque nel chiudere, efficace nel tirare righe verticali nella costruzione del gioco. La ripresa vede una Juventus più determinata e incisiva: Dybala è più cattivo e la mette in affanno la difesa frusinate, che con il passare dei minuti sente la fatica e perde lucidità (il limite di barricarsi a oltranza resta quello da oltre mezzo secolo di storia del catenaccio), Cuadrado è una scheggia impazzita, l’ingresso di Pereyra giova alla manovra sulla trequarti, Alex Sandro spinge con più costrutto. E così, dopo una serie di occasioni, fra cui spicca il palo di Dybala, arriva il gol di Cuadrado al 28’ del secondo tempo: cross teso di Alex Sandro, il colombiano sul secondo palo con il piatto destro mette il pallone alle spalle di Leali. Vantaggio strafaticato e strameritato. Il finale è un arrembaggio juventino che cerca il raddoppio e lo trova con un gol spettacolare di Dybala, che chiude una giocata di Morata meravigliosa (e qui lo spagnolo guadagna punti, al termine di una partita a tratti irritante). Purtroppo per i bianconeri si registra l’infortunio di Chiellini al polpaccio: domani si verificherà, un difensore in meno adesso sarebbe un guaio grosso per la sfida al Napoli. (Tuttosport.com)

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