giovedì 21 gennaio 2016

Coppa Italia, Lazio-Juventus 0-1. Bianconeri in semifinale

Cattiva e spietata, la Juventus conquista la semifinale con l’Inter (mercoledì prossimo l’andata a Torino). Non mollano niente i bianconeri e portano a casa la vittoria all’Olimpico mettendo in campo la capacità di soffrire e combattere. Alex Sandro è un mostro di corsa e tecnica, la sua crescita è progressiva, micidiale, costante. Morata dà segni di crescita, ma al momento la generosità è superiore alla fortuna, fermo restando l’impegno e la classe. Zaza è decisamente più incisivo, bomber da battaglia, si ambienta alla grande in una partita ruvida e cattiva. Si sente la mancanza di Khedira, senza il quale la manovra è decisamente meno fluida, le cerniere fra i reparti cigolano e prevale la corsa rispetto alla geometria. Nella Lazio spicca il neoacquisto Bisevac, che alla sua prima partita in biancoceleste sfoggia esperienza, lucidità e zero problemi di ambientamento. Per il resto la prestazione della squadra di Pioli è decisamente superiore a quella della gara di campionato, ma continua a mancare della capacità di rendersi veramente pericolosa dalla trequarti in più. L’inizio della Lazio è molto aggressivo tra pressing ossessivo sul portatore di palla bianconero. La partita è combattuta ma produce poche occasioni. Nella ripresa lo stesso Morata, in crescendo, crea l’occasione migliore, liberandosi sulla sinistra e appoggiando a Zaza: il tocco è sporcato di piede da Berisha, che manda fuori tempo il bomber lucano sbilanciato e incapace di centrare la porta vuota da posizione defilata. La Juventus è sicuramente più incisiva, ma la Lazio tiene botta nella battaglia muscolare che impedisce ai bianconeri di creare una manovra offensiva pulita. Alla fine è un’azione finalizzata da Zaza a creare lo spunto per il gol: Berisha la respinge, la aggancia Lichtsteiner che ci mette una vita ad appoggiare verso la porta vuota, tant’è che il portiere laziale riesce con un colpo di reni a raggiungere la palla. Ma questa ha già varcato la linea: non se ne accorge Damato, ma la goal line tecnology, che convalida la rete juventina. Il finale è concitato, nervoso, con la Lazio che attacca senza la necessaria lucidità, la Juventus che dopo un leggero calo di tensione ritrova energia con gli innesti di Mandzukic e Cuadrado. Ma in tutto ciò non succede niente di veramente importante. A parte un paio di occasioni per la Juventus (Mandzukic e Dybala) e la stupidissima ammonizione di Zaza, che perde tempo uscendo dal campo, e in campo non ci potrà andare contro l’Inter, perché diffidato. (Tuttosport.com)

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