venerdì 4 dicembre 2015

Lazio-Juventus 0-2. 5° vittoria consecutiva, Dybala super

Un gol meraviglioso, l’assist decisivo, una lunga serie di giocate spettacolari: Paulo Dybala trasforma Lazio-Juventus in una golosa vetrina di delizie calcistiche e contribuisce in modo particolarmente incisivo ad asfaltare i biancocelesti, annientati ben oltre il risultato dalla squadra di Allegri. Dopo mesi di primi tempi regalati agli avversari, l’Olimpico assiste alla novità di una Juventus che non sciupa minuti e si prende lo sfizio di prendere in giro le statistiche: quelle che fino a qualche tempo fa contavano i tanti (troppi) tiri che servivano ai bianconeri per segnare un gol e che questa sera vedono la Juventus andare in vantaggio senza neppure un tiro in porta (lo 0-1 arriva con l’autogol di Gentiletti) e chiudere con inedito cinismo il primo tempo sul 2-0. E’ chiaro che è successo qualcosa nel gruppo di Allegri e non è solo una questione tecnico-tattica come l’inserimento dell’eccellente Alex Sandro a sinistra, ma anche psicologico. La Juventus crede nella rimonta: è un’impressione palpabile, riscontrabile nella cattiveria, nell’esuberanza atletica e nella concentrazione. Per una notte i bianconeri si godono l’aggancio alla Roma e il distacco ridotto a 4 punti dal Napoli capolista (impegnato domani all’ora di pranzo contro il Bologna). È ancora lunga, ma è chiaro che la Juventus ci ha preso gusto e se dovesse vincere anche contro la Fiorentina e il Carpi, a Natale si potrebbe scartare un distacco ancora più stuzzicante. Se poi Dybala continua il suo processo di crescita con lo stesso ritmo che l’ha portato ai fenomenali livelli di questa sera, Allegri non deve più invidiare Higuain a Sarri, perché un fenomeno adesso ce l’ha pure lui. E rispetto al tecnico del Napoli ha una rosa più completa ed affidabile, al punto che l’assenza di Paul Pogba non si è percepita in nessuna fase della gara contro la Lazio. Dybala per i colpi e i movimenti può ricordare Sivori: perché è generoso, va a prendersi il pallone ovunque e si fa trovare ovunque. E prima era stato decisivo nel costruire il primo gol: mettendo in mezzo un pallone per Mandzukic, anticipato però da Gentiletti per il più classico degli autogol. Ma in quell’azione, il protagonista era stato Alex Sandro che ha crossato in mezzo dopo 43 metri di discesa palla al piede. Un altro cross decisivo per il brasiliano e un’altra prestazione di sostanza e qualità (finita, per altro, da mezzala, quando è entrato Evra). A questo punto diventa difficile per Allegri pensare di fare a meno del terzino sinistro acquistato dal Porto in estate, strappandolo al City con un’offerta da 27 milioni di euro. Alex Sandro è una pedina fondamentale nella nuova Juve. La partita è quasi senza storia. La Lazio riemerge nella ripresa, quando la Juventus pensa alla Champions e controlla con serenità. Tanto più che gli ottimi Marchisio e Asamoah hanno strangolato il gioco biancoceleste con lo spietato pressing su Biglia e alla Lazio restano giocate estemporanee per sporcare i guanti di Buffon. Nel finale, come al solito, entra Morata: scuro in volto e non è difficile intuire il perché, ma stasera è davvero l’unico juventino non esaltato dalla serata. (Tuttosport.com)

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