venerdì 25 dicembre 2015

Juve, Paul Pogba, il numero 10 e il motivatore

Sarà mica un caso se Paul Pogba ha deciso di farsi immortalare con un tigrotto in braccio, quasi-quasi mentre lo sfida per mostrargli cosa significhi, realmente, avere l’occhio di tigre... Già perché il francesone bianconero, finalmente, in questo finale di 2015, ha davvero tirato fuori gli artigli. Dando sfoggio, in tutto il loro splendore, delle sue qualità fisico-tecniche. Nonché lasciandosi di fatto alle spalle un avvio di stagione al contrario condizionato da qualche incertezza, qualche momento delicato, qualche aspettativa disattesa. I due gol (contro il Torino in Coppa Italia, su punizione, e contro il Carpi a Modena, inserimento in velocità) messi a segno prima della sosta non sono che il culmine di questa grande rinascita figlia di un doppia svolta: a livello mentale e a livello tattico. Tra le principali zavorre che hanno frenato la partenza di Pogba indubbiamente bisogna segnalare la scelta del numero 10. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma decisamente non lo è... Già di per sé la partenza di Arturo Vidal, Andrea Pirlo e Carlos Tevez aveva comportato un aggravio di responsabilità per Pogba, individuato dalla piazza quale nuovo trascinatore. Ma la scelta di quella maglia pesantissima, ha finito per porre il mediano in implicito confronto con calibri ancora più grossi quali Roberto Baggio, Michel Platini, Omar Sivori, Alessandro Del Piero che con il 10 sulla schiena hanno fatto la storia della Juventus. Probabilmente, Paul, non aveva piena contezza di ciò che gli sarebbe toccato quando s’è fatto avanti con la società per dire che si sentiva pronto per il grande salto. Per ovviare alla questione, per provare a reagire e prendere più fermamente in mano le redini della situazione, Pogba ha deciso di curare le sue motivazioni, oltre che la sua tecnica. E così s’è affidato a un motivatore, Ferrarini, già collaboratore di Leonardo Bonucci, e con lui ha studiato stratagemmi utili ad allentare la tensione e ottimizzare gli sforzi. Quel +5 iniziato a comparire sulla maglia, accanto al 10, aveva proprio l’obiettivo di esorcizzare il significato di quel numero tanto affascinate quanto pesante. (Tuttosport.com)

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