mercoledì 9 dicembre 2015

Champions League, Siviglia-Juventus 1-0

Per carità, nulla è stato compromesso perché tutto era già stato determinato con largo anticipo, però non era così che la Juventus nella sua globalità (dirigenza, allenatore, giocatori, tifosi) si aspettavano di concludere il girone di Champions League. Con due risultati a disposizione, contro un avversario dal profilo non proprio temerario, i campioni d’Italia sono riusciti a perdere la partita e la leadership del girone, in maniera da presentarsi ai sorteggi di Nyon, il prossimo 14 dicembre, con le tipiche palpitazioni di chi non è testa di serie. Non è che la Juventus abbia giocato male, perché ha costruito una discreto numero di palle gol (regolarmente sprecate), ma non ha giocato con quel tremendismo che nelle ultime settimane le ha consentito di accedere agli ottavi di Champions in scioltezza e di essere protagonista di una straordinaria rimonta in chiave scudetto: molle e sufficiente, a volte supponente, a volte vittima di strani manierismi, è incappata in una poco onorevole sconfitta. La morale dovrebbe essere chiara a tutti, a livello di collettivo e di singoli. A tal proposito, Pogba è tornato a fare il “frillino”, Morata - con una prestazione costellata di errori gravi - ha legittimato le preferenze del tecnico per Mandzukic, alla lunga Marchisio si è perso, persino la difesa è andata in sofferenza, punita dalla zuccata di Llorente. Ecco, il Re Leone e Morata erano/sono molto amici, a Torino si frequentavano tantissimo. La sensazione è che al primo manchi molto il secondo, un po’ compagno di squadra, un po’ tutor. (Tuttosport.com)

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