mercoledì 16 settembre 2015

Manchester City-Juventus 1-2. Mandzukic-Morata

Ha tutta l'aria di essere la partita alla quale si farà spesso riferimento nei prossimi mesi. La "svolta di Manchester", dove è rinata la Juventus o, se preferite, è nata la nuova Juventus, quella che non riusciva ad accendere il motore e ieri ha sverniciato gli strapagati fenomeni del Manchester City, sgasando come qualche mese fa, quando conquistava la finale di Berlino a furia di partite eroiche. Si aggiunge una perla alla collezione che, al di là di ribaltare violentemente l'andazzo della stagione, resterà come una grande impresa. Non una grande partita, per carità, ma certamente una vittoria pesante e storica, conquistata in Inghilterra (non accadeva dal '96, proprio a Manchester ma contro lo United), dando lezione al calcio più ricco del mondo. La rinascita. Forse non è un caso che la Juventus sia tornata a essere una squadra nella notte in cui partiva sfavorita: l'umiltà, che ha sempre avuto un ruolo chiave nelle dinamiche psicologiche bianconere, ha inzuppato lo spirito dei bianconeri. E piano piano sono ricomparse vecchie certezze tattiche, le giuste distanze fra i reparti e l'autentico valore dei giocatori, a partire dalla Coppia di Coppa Mandzukic-Morata, due attaccanti che confermano il loro feeling con la Champions. Ma anche Pogba manda buoni segnali, Hernanes davanti alla difesa è un esperimento su cui lavorare (anche alla luce del lungo stop di Marchisio), Cuadrado è un fuoriclasse e va inserito nell'undici titolare, che ieri potrebbe aver trovato una forma piuttosto definita. (Tuttosport.com)

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