domenica 20 settembre 2015

Genoa-Juventus 0-2. Cuadrado inventa, Pogba segna

La Juventus vince e cresce, ritrovando un atteggiamento da squadra, pur restando in attesa di geometrie più nitide nella costruzione dell’azione. Così come la conferma che Cuadrado può essere l’uomo che accende la scintilla rendendo imprevedibile la manovra sulla trequarti. Non fa gol, il colombiano, ma è certamente il migliore insieme a Pereyra. L’eredità di Tevez ha forse trovato i riccioli giusti sui quali planare. Vince con merito la Juventus. Ma porta a casa l’ennesimo infortunio (Morata, con qualche preoccupazione anche per mandzukic). Vince con merito e non incassa gol per la prima volta dall’8 agosto (Supercoppa a Shanghai). Anche se si registra una fatica impressionante nel far ripartire l’azione da parte dei bianconeri, vuoi per il pressing alto del Genoa, vuoi perché Lichstetiner che lancia lungo non è Pirlo, Barzagli e Chiellini non trovano un regista a cui appoggiare il pallone. Anche perché Lemina è micidiale nel recupero crediti, non certamente l’uomo a cui affidereste i vostri investimenti. Così la Juventus per essere pericolosa deve approfittare di palloni sparati avanti o degli errori del Genoa nella sua trequarti, perché la qualità è tutta lì e se la palla finisce tra i piedi di Madzukic o Cuadrado, qualcosa di interessante succede quasi sempre. Al 15’, per esempio, Mandzukic e Cuadrado si scambiano il ruolo: il croato ha un guizzo spettacolare da ala destra, Cuadrado in mezzo fallisce pasticciando il tocco in porta. E’ l’occasione più nitida fino a quel momento. Mentre sempre approfittando di un errore di rinvio al 17’ Mandzukic si invola in un contropiede che poi sciupa per un problema di indecisione (vado in porta? La passo? Tiro? La perdo…). Nel frattempo si fa male Morata. Uno scatto al 19’ e lo spagnolo si blocca, toccandosi l’inguine. Non ha esitazioni a chiedere il cambio e pochi metri dietro di lui c’è Evra che indica alla panchina che non si tratta di un falso allarme. Tutto questo accade al 19’ del primo tempo e nel corso del pomeriggio si saprà qualcosa di più dell’infortunio occorso allo spagnolo, ma la sensazione è che si tratti dell’ennesimo guaio muscolare di cui, a questo punto, deve essere valutata l’entità. Al suo posto entra Pereyra che si piazza sulla sinistra nel tridente e diventa subito pericoloso: venti minuti in crescita continua fino a fabbricare il gol. Cross ficcante da sinistra che pesca la difesa del Genoa schierata male, Pogba si materializza a destra per un facile tap-in che però sbatte contro la traversa e per entrare sfrutta la carambola su Lamanna, a cui viene assegnato l’incolpevole autogol. Da parte sua il Genoa è la solita macchina da guerra: aggressiva e sincronizzata come una centuria romana, anche se la perfezione tattica non è supportata da una sufficiente qualità tecnica. Troppi errori nei passaggi e nella gestione del pallone. Quando poi Izzo, già ammonito, stende Cuadrado che è scattato verso la porta, suicidandosi con un rosso scontato, il Genoa. La ripresa vede la caparbietà del Genoa tenere botta per un quarto d’ora. Poi la superiorità numerica e quella tecnica della Juventus prevale. Prima Mandzukic si addormenta davanti a Lamanna, sciupando un delizioso assist di Pereyra. Poi uno sciagurato retropassaggio di Rincon viene intercettato da Chiellini, che viene steso da Figueiras: rigore netto, trasformato da Pogba per il 2-0 che, al 15’ chiude virtualmente la partita. (Tuttosport.com)

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