sabato 8 agosto 2015

Supercoppa italiana, Juventus-Lazio 2-0

E' il nuovo che avanza, almeno nel tabellino dei marcatori: perché la Juve che vince resta la Juve che vince. Pure a Shanghai finisce con il trionfo bianconero, come nella finale di Coppa Italia. Mandzukic e Dybala etichettano la Supercoppa all'orientale (la settima per la Juve, primatista anche in codesto “settore”), sfruttando due dormite dell'aquila biancoceleste e infilzando la Lazio a metà ripresa. Partita brutta, gioco stitico e muscoli imballati, su entrambi i fronti. Ma a gioco lungo la qualità ha fatto la differenza, con Pogba migliore in campo, seppur a sprazzi. La rivoluzione in corso di Allegri attende ancora di sfociare nell'imprevedibilità della manovra con sufficiente continuità, però la prima missione è stata condotta in porto: e anche per i meriti della fase difensiva. Per Pioli, invece, ben pochi motivi per non piangere: poco o nulla sotto il cielo laziale, è la morale. Gioia bianconera sul prato, ma immaginate che goduria anche in tribuna: per Agnelli e Marotta, davanti a un funereo Lotito. Allegri stupisce: mister 40 milioni resta in panchina, perché al fianco di Mandzukic in attacco c'è Coman e non Dybala. Ma non è finita qui: in panca Pereyra, evidentemente giudicato in ritardo di preparazione, e passaggio al 3-5-2 (anziché 4-3-1-2 con l'argentino trequartista), con Caceres infilato in difesa sulla sinistra di Bonucci, per dare maggior sostanza al filtro davanti a Buffon. A destra, invece, si rivede il redivivo Barzagli. A centrocampo, con Marchisio in mezzo, Sturaro e Pogba, all'esordio col 10 sulle schiena. Sulle fasce, Lichtsteiner ed Evra. La Lazio nessun cambiamento rispetto alle indicazioni della vigilia, ma spostamento tattico dal 4-3-3 a un ben più elastico 4-2-3-1: la chiave è Cataldi, sistemato sulla trequarti tra Candreva e Anderson, dietro al pivot Klose, e deputato non solo a inventare, ma anche a esercitare un pressing alto su Marchisio. Davanti alla difesa, Onazi e Biglia. (Tuttosport.com)

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