domenica 28 giugno 2015

Simone Pepe: «Il cuore resta qui alla Juve»

«Svuotare l’armadietto di Vinovo è stata una tristezza incredibile: al di là dell’infortunio, alla Juventus ho trascorso cinque anni fantastici in una società incredibile. Nel cellulare riguardo spesso i video dell’inaugurazione dello Stadium, quelli del mio gol al Parma e degli scudetti. Ho dato il cuore, l’anima e... pure una gamba. Il popolo bianconero l’ha capito e infatti mi ha sempre osannato e riempito d’affetto». «Con i tifosi manterrò un feeling incredibile per sempre. Calcisticamente ho tre case: Teramo, Udinese e Juventus. Nulla, però, può ripagarmi della finale persa. A Berlino, a fine partita, ho detto ai miei compagni: “Ragazzi, adesso è brutta, ma domattina sarà peggio”. Non mi sono sbagliato: quel giorno sono andato a letto alle 6 e mi sono svegliato alle 6.45. Non riuscivo a dormire. Non ero l’unico, però: mi sono collegato alla chat di Wattsapp che condivido con alcuni compagni ed erano tutti collegati. L’amarezza per essere arrivati a un passo dalla Champions era troppo grande». «Noi eravamo un bellissimo gruppo, ma sono certo che se ne riformerà un altro altrettanto solido. E’ la forza della Juventus: giocatori e allenatori passano, ma la maglia e la mentalità vincente del club restano. Noi abbiamo instaurato legami fortissimi. Esempi? Penso a Chiellini e la moglie che si sono trasferiti a casa mia per aiutare la mia compagna dopo l’ultimo parto quando io ero andato a operarmi. O Storari, che finito l’intervento me lo sono ritrovato fuori dalla porta della camera d’ospedale a Pavia».

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