giovedì 18 giugno 2015

Juve, ecco perché Tevez vale 6,4 milioni a bilancio

La telefonata è avvenuta nel presto pomeriggio: «Direttore, voglio andare al Boca Juniors». Beppe Marotta non è esattamente sobbalzato sulla sedia, perché quell’intenzione la conosceva da un pezzo e l’addio di Carlitos Tevez lo dava quasi per scontato. Ieri, però, ha incontrato Adrian Ruocco, rappresentante del giocatore, e alla fine ha parlato con il giocatore stesso. Questione di forma, ma anche di sostanza, perché l’incontro e la telefonata di ieri danno il via alla trattativa con il Boca Juniors. E dopo il balletto dei finti dubbi di Tevez, sarà uno scenario molto meno scontato. La Juventus non mette i bastoni fra le ruote dei sogni di Carlos, un po’ per riconoscenza e un po’ perché chi ha provato a frenare l’Apache quando vuole andarsene, alla fine, ha sempre avuto la peggio. E lo sapeva bene Marotta che, in fondo, due anni fa aveva approfittato proprio della voglia di scappare da Manchester dell’argentino. Attenzione, però: se l’amministratore delegato bianconero non vuole fare la guerra a Carlitos, sarà meno accondiscendente con il Boca. Al grido di «dare moneta, vedere Tevez», la Juventus cercherà di non abbinare la beffa economica al danno tecnico. Il problema è non segnare una minusvalenza, quindi cedere Tevez per almeno 6,4 milioni. La domanda sorge spontanea: il Boca Juniors li ha? La risposta viene sussurrata negli ambienti di mercato. Quindi la Juventus si dedicherà all’antica arte del baratto, facendosi dare dal cub di Buenos Aires uno o più giocatori per raggiungere il conquibus. Nei giorni scorsi, per esempio, si è parlato del centrocampista Nicola Colazo, 24 anni, in questi giorni in Italia per prendere la nazionalità italiana. E’ una possibilità, ma da ieri sera iniziata una trattativa vera e propria e quindi altri nomi spunteranno. L’unica certezza è che Tevez «non verrà regalato», come si aspettano in Argentina, dove la febbre Tevez sta salendo in modo impressionante.

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