martedì 2 giugno 2015

Buffon: Finale inaspettata e meritata, ora nessuna paura

Da Berlino a Berlino, nove anni dopo. Gigi Buffon all’Olympiastadion ha già alzato una Coppa, quella del Mondiale nel 2006, anche se non da capitano. Adesso ci riprova, dodici anni dopo la finale di Champions persa a Manchester contro il Milan, a colmare l’unica casella vuota del suo straordinario palmares. «Manca anche questa in bacheca», precisa il numero uno bianconero, come a sottolineare che la voglia di vincere non ha età e non vuole fermarsi al 6 giugno, ma continuare a vincere. «Alla fine, sono contento di non averla ancora conquistata perché ho il pungolo per giocare ancora per qualcosa di prestigioso». Uno stimolo in più, anche se queste sfide non hanno bisogno di una particolare carica, vista l’adrenalina che circola. «Avevo una grandissima voglia di arrivare al rush finale, a questa settimana perché alla fine tutti gli altri impegni, seppur affrontati con la serietà del caso, diventavano pleonastici. Stiamo arrivando al dunque: vogliamo prepararci in modo da disputare la partita corretta e giusta». Se il portiere della Juventus aveva etichettato quella contro il Real Madrid «la partita dell’orgoglio», non ha dubbi nel “battezzare” la sfida contro Messi & compagni come «la partita della vita». Già, a 37 anni chissà quando avrà un’altra occasione per disputare un’altra finale Champions. «Ha un importanza epocale, sono passati 12 anni da quella con il Milan. Questa è arrivata in maniera inaspettata e, a differenza di allora, partiamo da sfavoriti».

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