martedì 5 maggio 2015

Vai Juve, devi crederci. Stasera Juve-Real

E’ di nuovo il cinque maggio. Arriva tutti gli anni, è vero, ma regala sempre un brivido al popolo bianconero che in un’unica piccola casella del calendario riesce a concentrare anni di emozioni. A metà strada fra storia e magia, il cinque maggio sembra effettivamente avere poteri sovrannaturali: la data dell’impossibile, dell’impresa, del fino alla fine, per dirla con lo slogan bianconero. E stasera, la partita delle partite per chi tifa Juve (che è sempre quella contro il Real Madrid) cade proprio nella data fatidica: uno scherzo del destino che ha mescolato l’urna di Nyon, prendendosi la licenza di accelerare il battito a qualche milione di tifosi. Juventus-Real Madrid: serve un’impresa per continuare a sognare, ma il 5 maggio si ha un pizzico di coraggio in più per crederci davvero. Il 5 maggio per eccellenza è quello del 2002, anche se non è il primo della storia. Ma quattordici anni fa la storia si è fermata a scrivere un capitolo emozionante per la Juventus. Con copione cinematografico, lo scudetto che sembrava cucito sulle maglie dell’Inter, venne vinto nella spettacolare ultima giornata dai bianconeri. Sorpasso degno di Valentino con la Juventus che sgasava a Udine, mentre la Lazio travolgeva l’Inter, paralizzata dalla paura e dallo choc. La leggenda del cinque maggio è nata lì, insieme agli striscioni, le magliette, i libri e le poesie (no, non quella di Manzoni). Ma il cinque maggio era stata una data fausta anche prima del 2001. Nel 1993, per esempio, la Juventus era al Westfalenstadion (altro posto che porta buono) di Dortmund per disputare la finale di andata di Coppa Uefa. E con una prestazione scintillante di Roberto Baggio la trasformò in una finale unica, vincendo 3-1 e riducendo a passerella il ritorno a Torino (dove vinse 3-0). La prova che il 5 maggio, se vuole, funziona anche a livello europeo per la Juventus. (Tuttosport.com)

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