giovedì 21 maggio 2015

Matri fa godere la Juve con la decima Coppa Italia

Il cielo sopra Roma è bianconero. Festa nella capitale, ovunque. Dopo lo scudetto, il quarto consecutivo, la Coppa Italia. Sì, la Juventus vince la sua Decima e fa un grandissimo regalo al presidente Andrea Agnelli nell'anniversario del quinto anno al vertice bianconero e ai tifosi che adesso sognano il Triplete. E il pupillo di Allegri si conferma grande bomber per grandi occasioni. Come Lazzaro, si alza dalla panchina entra e segna. Trionfatori a dispetto di una Lazio che va vicino al colpo del ko, ma non è neppure fortunata. Primo tempo con botta e risposta in undici minuti (Radu-ChiellinI), poi tanti intensità, non sempre accompagnata dalla necessaria lucidità. Djordjevic si mangia la rete vittoria nel finale della ripresa, Matri segna ma Orsato fischia per fuorigioco millimetrico, Tevez spedisce alle stelle. E si va ai supplementari. Dove Djordjevic prende un doppio palo e Matri colpisce duro come a Firenze. La differenza è qui. Nei panchinari che hanno fortune opposte. La mossa giusta è di Max. E adesso la Champions contro il Barcellona: voglia di Triplete che sale alta. I bianconeri hanno ancora gamba, voglia, fame e istinto del killer. Messi-Suarez-Neymar, stanno arrivando. E non hanno la pancia piena. Basta guardare come Carlitos Tevez insegue gli avversari, come un terzino che non molla l'osso. Prendere appunti e imparare... La Juve cerca la decima della sua storia, l'ultima è del 1995 con l'era Lippi. Grandi applausi per Pavel Nedved, grandi fischi per Stephan Lichtsteiner, gli ex in campo e in tribuna. Come in Supercoppa contro il Napoli a Doha, la Juventus va oltre nella fatica. E c'è anche la finale di Champions con il Barcellona, il 6 giugno a Berlino, ad attenderla. Clamoroso sinistro di Djordjevic al 4', con carambola doppia sui pali. L'Olimpico già stava esultando... Come la panchina laziale. Invece, mani nei capelli del serbo, incredulo. La risposta di Pereyra che serve Matri: non va. Poi ci riprova e colpisce come a Firenze. Gol della Juventus al 97' e via la maglietta per l'Ale di Coppa, con il destro decisivo e il giallo inevitabile. Stadio e avversari ammutoliti. Ancora quindici minuti con Keita come ultima mossa di Pioli. Pirlo impegna Berisha. Poi è uno stillicidio nervoso verso il fischio finale. Alle braccia al cielo, all'abbraccio infinito, ai cori, ai coriandoli, alla coppa alzata con Allegri che fa subito il bis. La Vecchia Signora conquista la Decima ed è grande festa. Sì, la banda di Max sa solo vincere. E il cielo sopra Roma è bianconero. (Tuttosport.com)

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