domenica 26 aprile 2015

Torino-Juventus 2-1. Dopo 20 anni il derby è granata

Vent’anni dopo vince il Torino. E vince un derby bellissimo, della bellezza ruvida e sanguigna di cui sono fatti i derby. Vince con merito, giocando meglio di una Juventus un po’ svogliata all’inizio e un po’ nervosa alla fine. Forse sono i pensieri di Champions o la stanchezza di un periodo intenso, ma alla Juventus non è riuscita a pareggiare la straboccante voglia di vincere la partita che avevano i giocatori granata. Ma i veri campanelli d’allarme per Allegri devono essere alcune amnesie difensive e una certa perforabilità del centrocampo. La Juventus prende una lezione che potrebbe perfino essere salutare: lo scudetto non pare in discussione, ma servirà di più, soprattutto con il Real. La partenza del Torino più convincente di quella della Juventus. I granata manovrano in modo brillante, la Juventus controlla senza patemi, rimanendo tuttavia piuttosto schiacciata per il primo quarto d’ora. La squadra di Allegri però inizia a carburare e bastano un paio di ficcanti iniziative bianconere per fare abbassare la difesa granata. E così l’inclinazione della partita si inverte e la Juventus diventa padrona della situazione a metà tempo. E il complesso di cose porta all’inevitabile gol bianconero: fallo piuttosto ingenuo di Gazzi al limite dell’area, nella mattonella che Pirlo ha trasformato ormai in un dischetto del rigore. Va lui a battere la punizione e supera la barriera con una traiettoria che riporta alla memoria quelle Anni 80 di Platini. Il Toro accusa il colpo e, praticamente, non reagisce, ma proprio quando sembrava avviato a rimettersi insieme nell’intervallo segna il pareggio: merito di una brillante azione granata e di una dormita generale della difesa bianconera. Quagliarella supera Bonucci e serve l'accorrente Darmian, che addomestica in qualche modo il pallone, passa fra Lichtsteiner e Pirlo immobili, trafiggendo Buffon col destro: pareggio del Torino. Nella ripresa il Torino entra in campo con maggiore determinazione e, soprattutto, incisività. I granata si impadroniscono della partita correndo di più e meglio. E passano in vantaggio con un’altra gaffe della difesa bianconera: bella azione di El Kaddouri, palla a Darmian che si invola sulla sinistra, cross rasoterra sul quale si avventa sotto porta Quagliarella: 2-1. Giusto. La reazione della Juventus si racchiude in una punizione di Pirlo che da oltre 20 metri colpisce il palo alla sinistra di Padelli immobile, un colpo di testa di Vidal e uno di Matri che sfiora il palo, colpito, poi dallo stesso Matri con un destro sotto misura. Ma il Toro gioca meglio e sfiora almeno due volte il terzo gol (prima con Bruno Peres, troppo egoista, poi Bonucci salva sulla linea su Quagliarella). Allegri prova a buttare dentro Tevez al posto di Morata che si è spento prestissimo. Ma l’Apache aumenta il tasso agonistico della Juventus, non moltissimo quello tecnico. E il terzo gol, il Toro, lo segna pure, con Martinez di testa, a dieci dalla fine, ma il colpo di testa del granata sulla rovesciata di Quagliarella viene annullato per fuorigioco che, dopo un controllo alla tv, non sembra esserci. Nel finale concitato e falloso, la Juventus sciupa molto, ma rischia altrettanto. Quasi a decretate la correttezza del risultato. (Tuttosport.com)

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