sabato 4 aprile 2015

Juventus-Empoli 2-0. È sempre super Tevez!

Tevez sale a 17 gol in campionato in 27 partite, continua a correre verso la conquista del titolo di capocannoniere, ma soprattutto scardina la porta blindata dell'Empoli e consegna alla Juventus la vittoria che mantiene la Roma 14 punti indietro. C'è poco da aggiungere, la classifica e la discontinuità delle rivali sono sotto gli occhi di tutti da tempo. E dopo il missile contro il Genoa, ecco un altro tiro terrificante di Tevez contro l'Empoli. Tra infortuni ed esigenze di turnover post nazionali, Allegri consegna la regia a Padoin (disciplinato tatticamente e nelle geometrie) con ai fianchi Vidal e Sturaro. Dietro, Ogbonna al posto di Chiellini, in compagnia di Bonucci e Barzagli. Davanti, riecco Llorente con Tevez, subito pericoloso: al 5', tiro dal limite parato da Sepe. L'Empoli si chiude a fisarmonica con ordine e senza particolari ansie, pur concedendo il pallino e trequarti di prato alla Juventus. Ma i bianconeri non forzano troppo i ritmi, il giro palla è più volto al tentativo di aprire dei varchi che a confezionare un pressing realmente oppressivo. Saponara rincula in mediana spesso e volentieri, Valdifiori detta le ripartenze, Mario Rui mette la museruola a Lichtsteiner, invece sull'altra fascia Hysaj patisce maggiormente le discese di Evra. La Juventus aveva già insidiato a più ripetizione Sepe: con Tevez, con Bonucci, ancora con l'Apache (al 19': Tevez se ne beve tre in un colpo solo in dribbling, si ritrova davanti al portiere, che però aveva già capito tutto ed è bravo a chiudergli lo specchio). Se l'argentino è una molla in azione tra la trequarti l'area, Llorente continua invece a faticare per scovare corridoi liberi o farsi spazio. E il dialogo col pallone non sempre è lindo. Ma proprio quando l'Empoli comincia a prenotare un intervallo sereno, sullo 0 a 0, ecco la discutibile decisione di Giacomelli, contestata dai toscani: Rugani, pressato da Tevez in area, tocca la palla all'indietro, ma male, con la suola. E Sepe, invece di calciarla di prima intenzione lontano, a scanso di rischi, si accartoccia sulla sfera. Per l'arbitro è un passaggio all'indietro da sanzionare: punizione a due e bordata dell'Apache, imprendibile. A 2' dal riposo la partita si spacca. Nella ripresa l'Empoli torna in campo con la chiara intenzione di alzare il baricentro. La Juventus rifiata, bada a contenere, insegue il massimo risultato con il minimo sforzo. Anche perché martedì è già in programma il match della verità in Coppa Italia con la Fiorentina. Allegri tenta di sfruttare gli spazi più ampi che l'Empoli lascia, con Morata, mandato in campo al posto di Llorente. La partita è aperta, il risultato resta in bilico. In partite come queste, per la Juve la miglior difesa è sempre l'attacco. Si sommano i cambi su entrambi i fronti, ma la partita tende a sfornare sempre meno pericoli, con i bianconeri più attenti nel controbilanciare i residui attacchi dell'Empoli e ad addormentare le manovre. Nei minuti di recupero altra discesa di Tevez, botta, respinta di Sepe e tocco a porta vuota di Pereyra, entrato al posto di Sturaro. Tutti a casa. (Tuttosport.com)

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