lunedì 2 marzo 2015

Roma-Juventus 1-1. Tevez show, scudetto più vicino

La Juve ha messo quasi del tutto le mani sul suo quarto titolo consecutivo, nei fatti: a questo punto manca solo la ceralacca del notaio, nelle prossime giornate, con l'aritmetica di supporto. Quando sarà, sarà. Il pareggio rallenterà i conteggi, ma tendenzialmente il finale del film appare incanalato, a meno di clamorosi ribaltoni al momento non giustificati. La cronaca della partita è a lungo una minestra senza molto sale, anche se la pietanza bianconera è funzionale, efficace e vincente. Presente pure un drone, per le riprese tv. Ma lo show dormicchia, appisolato vicino a un palo di una porta. Nel primo tempo esiste una sola squadra, o quasi. La Roma, che pure avrebbe dovuto ragionare, intervenire e agire per cercare di conquistare a tutti i costi la vittoria, sceglie la strada più lunga, complicata e tortuosa per provare a portare in porto il risultato. Per i bianconeri, più sciolti e oggettivamente più sereni nella testa, basta poco per sfondare più volte in contropiede, sfiorando il vantaggio con Vidal e Tevez, ma soprattutto con... Manolas: che al 22', sull'ennesima ripartenza di Pereyra, tra i più attivi, devia in angolo in anticipo su Morata, rischiando un clamoroso autogol. Allegri lascia Pogba in panchina per precauzione, Pirlo è ko, in compenso Vidal è riuscito a recuperare dal dolore alla schiena. Bianconeri col 3-5-2, di conseguenza: e pure il ritorno al vecchio modulo non è un ostacolo per la pressione dominante della Juve. Sembra che la vittoria sia più utile ai bianconeri che ai giallorossi. Garcia non trova il bandolo della matassa, Buffon sonnecchia pure lui, come lo spettacolo: così così. E respira pure Orsato: nessun problema particolare per l'arbitro, a differenza delle polemiche impetuose dell'andata. Ma a 'sto giro si era anche cominciato con un affettuoso saluto tra Garcia e Allegri, nel prepartita: un segnale di sportività. A inizio ripresa Vidal ha davvero sul piede la palla dell'1 a 0, ma il suo diagonale finisce fuori veramente di un soffio. E' l'ennesima spia di un predominio bianconero che non si ingrigisce, col passare del tempo, ma viene persino favorito, suo malgrado, da una Roma imballata e rinunciataria, incapace di agire, stanca e vuota nella testa. E dal 17' pure in dieci uomini: espulso Torosidis per doppia ammonizione, la seconda dopo uno sgambetto su Vidal lanciato in solitudine ai limiti dell'area da Tevez. E' l'azione che spacca il match: la punizione di Tevez. In stile Pirlo. E  la botta in pieno volto sveglia la Roma: certo, da quel momento i bianconeri cominciano a rilassarsi e ad arretrare il baricentro. Una colpa. Testata pericolosa di Manolas, respinta da Buffon in tuffo. Raffica di cambi. Roma avanti coi nervi. E pareggio in mischia con Keita, di testa. Ma cambia poco per la Roma. Lo scudettino è già della Juve, in attesa di quello vero. (Tuttosport.com)

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