martedì 24 marzo 2015

Calciopoli, Moggi prescritto. Senza arbitri, niente Cupola

All'una in punto si è sciolta la camera di consiglio e i giudici della terza sezione penale della Corte di Cassazione hanno iniziato a leggere il dispositivo intorno all'una e un quarto. Calciopoli finisce, come ampiamente previsto, in prescrizione, ma non senza erodere ulteriormente l'impianto accusatorio. Il teorema dell'associazione a delinquere regge fino alla fine, ma è puntellata da una sola condanna a titolo definitivo (De Santis), di due soli arbitri e da un numero esiguo di frodi, con alcune partite (tre delle cinque rimaste in piedi) alterate senza avere l'arbitro (forse con la sola forza del pensiero). Un'associazione molto light, insomma. Si dovrà attendere la lettura delle motivazioni per capire e commentare, per ora rimane la sensazione di un impianto accusatorio tenuto in vita con la respirazione artificiale, pur di evitare un ribaltone che sarebbe risultato troppo scomodo. Moggi prescritto per l'imputazione di associazione a delinquere, mentre viene annullata la sentenza per due frodi sportive perché il fatto non sussiste. Giraudo prescritto per associazione a delinquere. Bertini, Dattilo e Mazzei assolti perché il fatto non sussiste. Rigetto del ricorso per De Santis per il quale viene confermata la condanna. Inammissibili i risarcimenti civili. Rinvio al giudice civile competente per l'eventuale risarcimento della Figc, che riapre la battaglia dei risarcimenti (dai quali tuttavia sono stati esclusi i club) da discutersi in altra sede. Ma quello che ha sorpreso, al di là delle prescrizioni scontate, sono le ulteriori assoluzioni degli arbitri (Bertini e Dattilo che avevano orgogliosamente rinunciato alla prescrizione) e di un designatore (Mazzei, che si occupava dei guardalinee). Dei 37 imputati iniziali solo uno ha ricevuto una condanna definitiva (De Santis) e non certo per colpa delle difese che fin dal primo grado di giudizio hanno cercato di velocizzare il processo. Di 8 arbitri inizialmente coinvolti, ne sono rimasti 2: De Santis e Racalbuto, già prescritto in secondo grado e che ieri si è visto rigettare il ricorso. Delle oltre cinquanta partite finite nel mirino nel sono rimaste cinque e non è chiaro come e perché, visto in tre casi gli arbitri sono stati assolti. Come funzionava questa cupola? Dal primo grado di giudizio, tutti i giudici hanno confermato che il «campionato non fu alterato», il «sorteggio non fu truccato», le «ammonizioni preventive non esistevano». Come esercitava questo sconfinato potere l'associazione di Moggi lo scopriremo solo leggendo le motivazioni, che sono previste entro 90 giorni. (Tuttosport.com)

Nessun commento: