martedì 24 febbraio 2015

Tevez: Con il Borussia siamo pronti a combattere

Parla Carlitos Tevez. L'Apache si confessa su El Pais. «Da piccolo giocavo con le biglie, assieme agli amici. Niente figurine, ero povero. E avevo paura di essere fatto prigioniero. Comunque, della mia infanzia non vorrei cambiare nulla, mi ha aiutato a essere quella persona retta che sono diventato, con i giusti valori. La strada mi ha insegnato a essere uomo. Volevo assomigliare a Diego Maradona. Ma era come voler essere Dio. Impossibile. Così optavo per Batistuta. L'ho incontrato di recente, ha problemi alla caviglia e al ginocchio, per le infiltrazioni. I tatuaggi? Ho visto quello che ho sulla schiena in... Vaticano. Ci ho messo un anno a farlo, tra mille sessioni. E un sacco di dolore. Ah, Papa Francesco è speciale. Non mi guardo indietro, guardo sempre avanti. L'obiettivo? Vincere il campionato con la Juve e andare più avanti possibile in Champions. Fare l'attaccante? In Italia è più difficile che in Argentina e in Inghilterra. Qui è più difficile segnare. C'è la tattica, c'è la difesa a cinque. La Juve è la mia seconda casa, mi trattano bene, dal presidente in giù. E cerco di restituire l'amore che mi danno in campo con il mio lavoro. Mi sto godendo la vita a Torino, mi sento bene. E la Dieci di Del Piero non mi pesa. Al City ho sbagliato e pagato, volevo smettere dopo aver litigato con Mancini. In Italia sono maturato molto. Con Allegri ho più libertà, Conte amava giocare con due punte molto bloccate. Allegri chiede la posizione fissa solo quando si difende, quando si attacca puoi inventare, svariare. Conte è un vincente, con lui era impossibile rilassarsi un secondo, né in allenamento né in partita. Allegri è più rilassato. Il Borussia? Mentalmente e fisicamente quest'anno siamo preparati, siamo pronti a combattere. La quadra ha esperienza. Il più divertente è Simone Pepe; il burbero, Lichtsteiner. Tornare al Boca? Tutta la mia famiglia è appassionata di Boca. Giocare e vincere con loro è stato come realizzare un sogno. E' una passione che non si può spiegare. (Tuttosport.com)

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