mercoledì 8 ottobre 2014

Juve, Vidal stia sereno e pensi ad allenarsi

Non è sul mercato, ma, oggi più che mai, non è incedibile. Perché, i rapporti tra Arturo Vidal e la Juventus sono ai minimi termini. La parabola del cileno assomiglia a un arcobaleno. Ma colorato di schizzi di fango: quelli che il centrocampista continua a spargere innanzi tutto addosso a sé. Ma da tempo il suo arco tende verso il basso anche o soprattutto per altre ragioni. Comportamenti non adeguati. Ritardi agli allenamenti, scazzi con Allegri al momento della sostituzione (a Bergamo), risse alle 5 del mattino all’uscita da una discoteca torinese con al collo una ghirlanda di fiori: venerdì all’alba, dopo l’Atletico (mercoledì) e a due passi dalla Roma (domenica), non proprio delle amichevoli. Sempre in queste ore nel suo Paese i media hanno ricominciato a scatenarsi, raccontando la storia dello juventino: feste, bravate e bevute. Ricordano che nei mesi scorsi il presidente del Real, Perez, ha tirato una riga sul suo nome, alla voce “possibili acquisti”, a seguito della lettura di un dossier sulla vita notturna del cileno. Rievocano uno scontro tra Vidal e altri compagni di nazionale Under 20 con la polizia canadese dopo un derby al solito acceso con l’Argentina (vennero presi a bastonate, per calmarli). Nel 2011 “l’Arturo Allegro” finì fuori rosa per un rientro ritardato in ritiro, in evidente stato di ebbrezza. E la Federazione cilena lo sospese per alcune gare. Senza dimenticare i viaggi in ritardo dal Cile a Torino, con ameni alibi piallati da foto... festanti. E con multa allegata da parte della Juve. Eccetera. Ci fermiamo qua, che è meglio. La Juve è stufa: mettiamola così. Vidal è sotto tiro. Allegri ha già detto la sua: «Stia sereno e pensi ad allenarsi, che è indietro nella condizione». Domenica con la Roma l’ha messo in panca per punizione. In privato, a Vinovo, lui e Beppe Marotta gli avevano già fatto risuonare le orecchie, post rissa e ritardi. (Tuttosport.com)

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