domenica 12 ottobre 2014

Juve, Pepe punta a riprendersi la veste di uomo jolly

Correre è sempre stata la sua forza, rincorrere sta diventando la sua specialità. Simone Pepe, negli ultimi due anni, ha dribblato più ostacoli che avversari. E’ passato da uno specialista all’altro, fino alla sala operatoria e alle cure di Montecarlo. Sembrava un tunnel senza fine, invece l’esterno romano ne è uscito con un guizzo dei suoi, come in passato gli era successo mille volte in uno dei tanti allunghi sulla fascia. Il calvario fisico è cominciato al trofeo Tim del luglio 2012 e clinicamente si è concluso in estate, quando l’ex Udinese ha svolto l’intero ritiro con i compagni. Si è allenato, ha forzato e ha pure segnato (gol in amichevole al Sydney). Sensazioni sempre più positive, a tal punto da rispondere con un «no, grazie» alle avance di alcuni club di serie A. Se Cesena, Atalanta e Sampdoria hanno sondato il terreno, il Parma ha mosso passi anche più importanti. I dirigenti bianconeri hanno lasciato carta bianca al giocatore. Pepe è rimasto fedele a una promessa che aveva fatto con se stesso nei momenti più duri: guarire e ritornare, ma per giocare di nuovo nella Juventus. Non in un altro club, non con altri colori. Un segno di riconoscenza verso una maglia, un gruppo e una tifoseria che lo avevano fatto sentire importante, sempre. Il progetto è rimasto lo stesso, nonostante nelle prime otto partite stagionali abbia giocato appena 6 minuti contro il Cesena. Sapeva che non sarebbe stato semplice trovare spazio. L’amore per la Juve, però, ha prevalso ancora una volta su tutto. Il campo lo ha visto poco, fin qui. Ma uno che ha superato un calvario lungo due anni, non è il tipo da abbattersi o perdere il sorriso per tanta panchina. Il ruolo di spirito positivo e cabarettista dello spogliatoio non lo ha mai perduto. Adesso Pepe punta a riprendersi la veste cui tiene maggiormente, quella di uomo jolly, arma tattica utile per tutti i sistemi di gioco. (Tuttosport.com)

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