sabato 20 settembre 2014

Milan-Juventus 0-1 Ancora Carlitos Tevez!

La partita perfetta sognata da Inzaghi è rimasta sulla carta. La Juventus con una prestazione normale si mangia il Milan grazie a una paziente e razionale partita, gestita con l’esperienza che ancora manca ai rossoneri. La Juve vola a punteggio pieno con una prova di forza e autorevolezza approfittando di un Milan alla ricerca di una vera identità. Inzaghi contro Allegri è un mix di corsi e ricorsi storici. Il rossonero che si affida al rientrante El Shaarawy, con Menez e Honda, il bianconero che non rischia Vidal, sostituendolo con Pereyra. Due schieramenti con moduli variabili. Da una parte il Milan che passa dai 4 ai 5 difensori, dall’altra la Juve che dà spessore all’attacco con la profondità di Lichtsteiner e Asamoah. Con la differenza che la fase difensiva rossonera è la costante, dovendo dialogare contro un avversario che gioca bene la palla e dispone di più soluzioni offensive. Pronti e via. Il pressing alto della Juve non permette distrazioni. Il Milan per i primi 20’ subisce e si difende e solo al 27’ mette a referto la sua migliore occasione, quando Honda incorna di testa e Buffon si esalta con una deviazione. Ma le risposte della Juve arrivano a raffica. Al 31’ dopo uno scambio perfetto Tevez-Pereyra-Llorente, e tiro dello spagnolo da posizione ravvicinata murato in angolo da Abbiati. Al 34’ quando Pereyra ci prova invece da fuori area, con nuova deviazione in corner del portiere rossonero. E’ anche il minuto in cui Allegri è costretto a sostituire per infortunio Caceres con Ogbonna. Poco prima del palo colpito da Marchisio al 38’. La Juve è tanta e lo fa capire a chiare lettere con la partenza nella ripresa. Schiaccia il Milan nella sua trequarti, senza però trovare la lucidità per colpire. I rossoneri si concedono solo piccoli sprazzi di contropiede, ma senza creare scompensi davanti a Buffon. Ma la differenza fra Milan e Juve ha origini ben precise. Soprattutto quando hai elementi del calibro di Pogba e Tevez. Il francesino pronto a servire l’Apache con una palla miracolosa che l’argentino con un soffio di genio infila alla destra di Abbiati. Vantaggio ineccepibile seguito dalla sostituzione di Pereyra con Vidal e quella più suggestiva di Poli con Torres, ininfluente e ammonito. C’è spazio anche per Romulo (fuori Lichtsteiner) e Pazzini (out Honda), mossa della disperazione di Inzaghi. Che non cambia nulla. Alla fine è la Juve a festeggiare sotto la sua curva. (Gazzetta.it)

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