venerdì 12 settembre 2014

Tavecchio: «Serie A a 18. Inizia stagione riforme»

"Apriamo una nuova stagione delle riforme, della modernizzazione della federazione e dell'organizzazione federale con criteri moderni e sburocratizzati. Abbiamo la necessità di rendere la federazione più vicina a chi ne fruisce". Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, al termine del suo secondo consiglio federale, in cui è stata improntata una bozza di riforme da introdurre nel calcio italiano e che riguarda i campionati, l'attività giovanile, le multiproprietà delle società professionistiche, il fair play finanziario mutuato dalla Uefa, la composizione delle rose in serie A, il nuovo regolamento degli intermediari, il tesseramento degli extracomunitari e lo sviluppo del calcio femminile. "La riforma dei campionati è la madre di tutte le battaglie. È inutile che ci giriamo intorno da anni e non concretizziamo. La riduzione delle squadre professionistiche sta nei fatti". "Così le risorse potrebbero essere meglio ridistribuite. È inutile nascondere che non siamo in situazioni floride. Questo è un tema dominante: una A, una B, e una Lega Pro rivisitata". "Questa riforma consente l'autosussistenza economica del sistema, aggiunge Claudio Lotito, consigliere con delega alle riforme. Abbiamo una serie di società che saltano e vogliamo evitare campionati all'insegna della precarietà. In Germania ci sono solo 54 club professionistici. Fermo restando gli accordi tra le componenti l'intenzione è di portare la Serie A a 18, a 18-20 la B e scendere il più possibile in Lega Pro". Tempi di esecuzione? "Nell'arco del triennio", rileva Tavecchio.

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