mercoledì 20 agosto 2014

Il processo penale presso il tribunale di Napoli

Il processo di Napoli iniziò nell'autunno 2008 per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato (tra i quali Antonio Giraudo e Tullio Lanese) ed a gennaio 2009 per tutti gli altri. L'accusa più grave era quella di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportivaMartedì 20 Gennaio 2009 dinanzi alla IX sezione penale del Tribunale di Napoli, sono stati rinviati a giudizio 24 imputati. Il 24 marzo 2009 i giudici confermarono Napoli come sede del processo, estromettendo tutte le parti civili, tra le quali anche una società editrice romana che aveva stampato oltre un milione di figurine sul presupposto che lo scudetto era stato vinto lecitamente.
Il 14 dicembre 2009 furono emesse le sentenze relative agli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Quattro le condanne: 3 anni di reclusione per l'ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, 2 anni e 4 mesi per l'ex arbitro Tiziano Pieri (poi assolto nel secondo grado di giudizio) e 2 anni ciascuno per l'altro ex arbitro Paolo Dondarini e per l'ex presidente dell'AIA Tullio Lanese. Sette invece gli imputati assolti: l'arbitro Gianluca Rocchi, gli ex arbitri Stefano Cassarà, Marco Gabriele e Domenico Messina e gli ex assistenti Duccio Baglioni, Giuseppe Foschetti ed Alessandro Griselli.
Nelle udienze intercorse tra aprile e maggio del 2010, la difesa di Luciano Moggi presenta una fitta serie di intercettazioni, non prese in considerazione nel 2006, che coinvolgono gli allora designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto e numerose altre società italiane. In particolare emergono sospette intercettazioni con i dirigenti nerazzurri Giacinto Facchetti e Massimo Moratti, ma vengono coinvolte anche altre società e massimi dirigenti del calcio italiano.
Tali intercettazioni, sembrano confermare come l'avere conversazioni telefoniche a tema "arbitrale" ed incontri con i designatori arbitrali di allora, fosse una consuetudine del periodo, comune a molte società e dirigenti e non solo alle società coinvolte in Calciopoli. Durante le udienze, a rafforzare la difesa dell'imputato Luciano Moggi, apparirebbero anche numerose lacune commesse nell'indagine svolta dal Maggiore Attilio Auricchio.
Il processo con rito ordinario si concluse l'8 novembre 2011 con la condanna di altri sedici imputati: 5 anni e 4 mesi di reclusione per promozione della associazione a delinquere per l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi (che ha avuto anche il Daspo di 5 anni e l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici), 3 anni ed 8 mesi per l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo (più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici), 2 anni e 2 mesi per l'ex vicepresidente FIGC Innocenzo Mazzini (questi ultimi due ritenuti anch'essi colpevoli di promozione dell'associazione), 1 anno ed 11 mesi ciascuno per l'altro ex designatore Pierluigi Pairetto e per l'ex arbitro Massimo De Santis, 1 anno ed 8 mesi per l'altro ex arbitro Salvatore Racalbuto, 1 anno e 6 mesi (più ammenda di 30.000 euro) per il presidente della Reggina Pasquale Foti, 1 anno e 5 mesi ciascuno per altri due ex arbitri, Paolo Bertini ed Antonio Dattilo, 1 anno e 3 mesi ciascuno (più 25.000 euro di multa) per i dirigenti Claudio Lotito (presidente della Lazio), Andrea e Diego Della Valle (ex presidente e proprietario della Fiorentina) e Sandro Mencucci (amministratore delegato della Fiorentina), 1 anno ciascuno (più 20.000 euro di multa) per l'ex collaboratore del Milan ed accompagnatore ufficiale degli arbitri Leonardo Meani e gli ex assistenti arbitrali Claudio Puglisi e Stefano Titomanlio. Otto gli imputati assolti: l'ex direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani, l'ex arbitro Pasquale Rodomonti, gli ex assistenti Marcello Ambrosino, Silvio Gemignani ed Enrico Cennicola, l'ex designatore degli assistenti Gennaro Mazzei, l'ex segretaria della CAN A-B Maria Grazia Fazi e l'ex giornalista Rai Ignazio Scardina. Escluse, invece, tutte le istanze risarcitorie contro la Juventus, citata al processo come parte civile, in quanto la corte considerò che il club non era responsabile a titolo oggettivo né civile nella vicenda.
La società torinese, sulla base della sentenza e dei contemporanei sviluppi del suo ricorso al TNAS contro la mancata revoca dello Scudetto 2005-2006 all'Inter, annunciò, il 14 novembre, ricorso al TAR del Lazio contro la Federcalcio e l'Inter per vedersi riconosciuto il risarcimento dei danni subiti dalle sentenze sportive del 2006.
Il processo d'appello per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato si è concluso il 5 dicembre 2012, con la condanna per Antonio Giraudo ad 1 anno ed 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e l'assoluzione degli altri imputati: Tiziano Pieri, che ha rinunciato alla prescrizione, Paolo Dondarini e Tullio Lanese, oltre a coloro che erano stati già assolti in primo grado, per i quali l'accusa aveva impugnato la sentenza.
Il 17 dicembre 2013 in secondo grado Moggi viene condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione, Pairetto e Mazzini a 2 anni, Massimo De Santis a 1 anno, Antonio Dattilo e Paolo Bertini a 10 mesi. Lotito e Della Valle non ottengono sentenza per la prescrizione dei reati a loro imputati. Invece per Bergamo il Tribunale annulla la precedente sentenza di condanna ed ordina lo svolgimento di un nuovo procedimento giudiziario in quanto è stato violato il diritto di difesa rifiutando l’istanza di legittimo impedimento presentata dal suo avvocato Morescanti quando era incinta. Il Tribunale sancisce inoltre che nella vicenda non emersero danni diretti contro il Brescia, il Lecce, l’Atalanta, il Bologna e la società Fallimento Vittoria 2000, essendo respinti tutte le loro richiesta per danni in ragione a che nessuna partita del campionato 2004-05 fu alterata da episodi extracalcistici, confermando l'estraneità della società Juventus, ritenuta dai citati club sportivi come responsabile dai danni subiti nei loro confronti, sia a titolo oggettivo che civile nella vicenda, già sancita nel processo in primo grado.

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