venerdì 2 maggio 2014

Juve-Benfica 0-0: sfuma il sogno finale per i bianconeri

E meno male, secondo i portoghesi, che l'Uefa voleva la Juventus in finale. Dopo Istanbul è stato mandato un arbitro (Il signor Mark Clattenburg) assolutamente inadatto che ha permesso ai giocatori del Benfica di perdere tanto, troppo tempo. E, alla fine, ha concesso solo sei minuti di recupero dopo non aver visto un chiaro fallo di mano di un difensore portoghese in area di rigore. E così la Juve lascia l'Europa e il suo campo a Benfica e Siviglia. Il sogno è finito, la favola si è interrotta ma la squadra ce l'ha messa tutta. Ha sfiorato il gol tante volte mentre Buffon non ha fatto neppure una parata. Solo un'uscita su Rodrigo. Tutto qui ma quel tanto che basta al Benfica per raggiungere la finale. La partita comincia con un rigore negato alla Juve: colpo di testa di Llorente e mano di un portoghese. Evidente ma il direttore di gara non vede e non sente le proteste bianconere. E' un segno del destino. Nei primi quarantacinque minuti la squadra di Conte è un po' legata ma con il passare dei minuti si scioglie Un arrembaggio. Nel secondo tempo la Juve ha schiacciato nella sua metà campo i portoghesi. Ha spinto, attaccato, con il cuore e la testa, con l'ultimo briciolo di energia. Con il 4-3-3 a venti minuti dalla fine Antonio Conte cambia. Giocatori e sistemi di gioco. Inserisce Giovinco, toglie Bonucci, arretra Lichtsteiner e scalda il tridente in avanti. Siamo al 4-3-3, il sistema di gioco che era tanto caro a Lippi. Non solo. Dopo pochi minuti spazio a Marchisio e Osvaldo. Fuori Llorente e Vidal. Le prova tutte, il tecnico. La Juve non s'arrende, ci crede, prova a crederci. La Juve va anche in vantaggio con Osvaldo ma l'arbitro annulla per fuorigioco di Pogba che serve l'assist. Altri assalti. Tensione altissima: c'è anche una rissa vicino alle due panchine, parapiglia generale. Vucinic e Markovic vengono espulsi ma quel che più penalizza la partita e mortifica il calcio è che i portoghesi riescono a perdere una quantità industriale di tempo. Dall'inizio alla fine, un minuto dopo l'altro. C'è stata, addirittura, una pausa di cinque minuti dall'85' al 90'. Le emozioni non mancano. Caceres nel finale colpisce a botta sicura di testa ma il portiere para. E' finita. Ma dovrà ricominciare, il prossimo anno, il sogno europeo. Perchè non è giusto che sia finito così. (Tuttosport.com)

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