venerdì 21 marzo 2014

Fiorentina-Juve 0-1 Bianconeri ai quarti

Passa la Juve, presa per mano da Pirlo. Azzittendo i cori sull'Heysel, su Pessotto e tutto il Franchi, infilando su punizione una magia che abbatte la Fiorentina e regala alla Juventus i quarti di Europa League. Una battaglia nella quale la bandiera bianconera ha resistito alle folate viola per essere poi piantata nella mezzaluna dell'area avversaria a venti minuti dal termine, dove il re delle punizioni ha scoccato una freccia fatale all'incrocio di Neto sulla quale anche la bella squadra di Montella si è dovuta inchinare. L'inizio viola è da incubo per la Juventus: Ilicic, Gomez e Cuadrado ci provano ripetutamente, i bianconeri sono in balia della carica agonistica dei viola, asfissiante. Dopo mezz'ora di predominanza viola, sul campo del Franchi la Juve costruisce una splendida azione al volo sull'asse Chiellini-Vidal-Tevez: l'argentino manda alto. La squadra di Montella predilige il gioco basso ma è su un lancio lungo che arriva l'occasione migliore per i padroni di casa: Chiellini svetta di testa su Gomez in anticipo ma serve Ilicic sulla corsa verso la porta di Buffon: palla sul destro che non è il piede dello sloveno e la conclusione finisce in curva, tra il disappunto di tutto lo stadio. Nel finale di tempo ci riprova un irrefrenabile Tevez, il destro è centrale e bloccato in due tempi da Neto. Nella ripresa, due minuti e Montella perde Pizarro che cade a terra da solo, problema muscolare per il cileno e cambio immediato con Ambrosini. Ancora viola pericolosi, stavolta è Cuadrado a spaventare la Juve con un'iniziativa personale terminata a un metro dall'area per l'intervento falloso di Vidal: giallo immediato che si va a sommare alla diffida, e calcio piazzato affidato a Borja Valero che colpisce troppo morbido per spaventare Buffon. Finisce anche la partita di Gomez dopo un'ora abbondante: Montella inserisce Matri al 64' ma il minuto che cambia tutto è il 68': Llorente riceve palla al limite dell'area e si gira fulmineo, superando Gonzalo Rodríguez che, ultimo baluardo, è costretto a travolgere lo spagnolo. Secondo giallo ineccepibile, viola in dieci uomini e con una punizione contro all'altezza della lunetta del rigore. E da lì, diciannove metri dalla storia, sale in cattedra il maestro delle punizioni, il signore dei calci piazzati, il sovrano della tecnica e della precisione: Andrea Pirlo, il giocatore che il Milan scaricò come finito tre anni fa iniziando un lento declino regalando alla Juve l'uomo su cui costruire la rinascita, scarica di destro a cento e più all'ora sul palo di Neto infilando una stilettata nel sette della porta avversaria e nei cuori di ogni tifoso viola. Sotto di un gol e di un uomo Montella è costretto anche a inserire Roncaglia, un difensore centrale, per Ilicic, e la Juve si impadronisce fin troppo facilmente della partita. Lichtsteiner, da poco entrato per Isla, crossa perfettamente per Llorente che trova Neto a negargli il raddoppio che chiuderebbe i giochi, con Tevez che arriva sulla ribattuta scoordinato mandando altissimo. Finale con la rabbia dello stadio e di Neto, scatenata da un contatto con Tevez sull'uscita a terra dell'estremo difensore ad anticipare l'Apache e inasprita da un gestaccio di Lichtsteiner verso il pubblico al fischio finale. Ma conta poco, la Fiorentina saluta e la Juve va avanti, superando un'altra difficile tappa verso il ritorno a casa datato 14 maggio. (Tuttosport.com)

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