domenica 2 febbraio 2014

Juventus-Inter 3-1 Tre sberle e via! Roma a -9

Una sola squadra in campo per lunghi tratti, una gara dominata, tre gol e tante occasioni fallite. Un tris da guerrieri, riaperto solo quando i bianconeri si sono rilassati e Mazzarri ha inserito Milito e Botta per ravvivare una squadra aggrappata fino a quel momento a un Palacio iperattivo ma per questo poco lucido. Bianconeri ora con 33 punti in 11 partite interne e venti gare di seguito senza perdere tra le mura amiche. L'ultimo ko con la Samp, datato gennaio 2013, 2-1. C'è Pirlo nella Juve, c'è Vucinic in panchina. Osvaldo da una parte, Hernanes dall'altra si vedono il match in tribuna. Si parte con un doppio miracolo di Handanovic su Tevez e un rigore non fischiato per fallo di Campagnaro su Chiellini. Primo giallo di Rocchi al 13', Kuzmanovic a forbice su Vidal: durissimo. Conte ritrova Pirlo, dopo la parentesi Marchisio in regia. E la Juve ritrova il suo cervello, che al quarto d'ora alza la testa, vede il furbo inserimento di Lichtsteiner in area nerazzurra e lo serve morbido sulla corsa, con lo svizzero di testa a incrociare e superare Handanovic. E il vantaggio di questa sfida. All'Inter spuntata il compito di fare la partita ora, con la Juve a rintanarsi pronta a ripartire. L'Inter trema ancora su un corner bianconero, raramente messo direttamente nel mezzo: stavolta succede e Kuzmanovic si ritrova a due passi dalla porta a spazzare via una torre pericolosa di Bonucci. Dopo due minuti di recupero si chiude il primo tempo. Impressionante il rientro in campo bianconero, che trova il raddoppio dopo tre minuti e il tris all'11': azione confusa e continuata in area nerazzurra dopo un corner, Pogba controlla due volte senza trovare il tempo di concludere, arriva rapace Chiellini che sottomisura, con il destro, scarica alle spalle di Handanovic battendosi il petto sotto i tifosi juventini. Mazzarri manda in campo Milito, Pirlo ci prova su punizione e Vidal si fionda a ribattere in rete la respinta di Handanovic su Pogba: due sigilli dei guerrieri bianconeri, un velo pietoso sulla retroguardia interista. Mazzarri tira fuori Jonathan, surclassato da Asamoah: esordio interista per D'Ambrosio, unico italiano negli 11 della Beneamata. Barzagli soffre per una botta alla caviglia, Cáceres deve entrare di corsa a sostituirlo. Ultimo cambio Inter con Botta per Kovacic, quando scocca il ventunesimo minuto. L'Inter si butta avanti, a questo punto senza troppo da perdere, e trova il gol della speranza a venti minuti dal termine: Rolando, il migliore dell'Inter alla fine, sale per un corner e non perdona Storari con un sinistro in mischia, regalando uno sprazzo finale di luce ai nerazzurri. Finale con Tevez e Palacio alla frutta: l'Apache sbaglia due volte un uno contro uno abbastanza agevole, il Trenza di testa mette clamorosamente fuori a due passi da Storari. Dentro Vucinic per gli ultimi minuti e il suo secondo battesimo bianconero, dopo giorni da separato in casa, e solo Rolando nel recupero toglie al montenegrino la gioia del poker. Sarebbe stato lo schiaffo finale ai rivali, dopo la querelle di mercato. (Tuttosport.com - Vladimiro Cotugno)

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