domenica 16 febbraio 2014

Juventus-Chievo 3-1 Torna al gol Marchisio

Troppo forte, troppo superiore la Juventus. Troppo timido o intimidito il Chievo. La marcia continua, in attesa della partita della Roma di questa sera, ma dopo lo stop di Verona la squadra di Conte manda l'ennesimo segnale di strapotere. E' stato un episodio e, come spesso è capitato, ha reso anche più forti e determinati gli uomini di Conte che limitano le distrazioni e si mostrano cinici, seppure a un ritmo più basso del solito. Si vedono tutti i 45 punti di differenza fra il Chievo e la Juventus. I bianconeri iniziano con la giusta concentrazione (i cazziatoni di Conte devono essere serviti), ma la facilità con la quale affondano nella difesa clivense arriva quasi a smorzare l'intensità e l'agonismo juventino. La partita si inclina quasi subito sul piano dell'allenamento. I giocatori di Conte cercano la giocata raffinata e, soprattutto dopo il primo gol trovato con Asamoah abbassano il ritmo, andando in modalità risparmio energetico. E in questo senso c'è da segnalare un Pirlo svagato e con una percentuale di errori da essere umano e non da mostro quale è lui. La rete del ghanese è particolarmente bella. Vidal, decisamente più presente e determinato rispetto alla versione svagata e molle di Verona, riconquista uno dei tremila palloni che sradica dai piedi avversari durante il match. Scarica subito su Asamoah che duetta in modo perfetto con Llorente: tiro dal limite a girare (scagliato in perfetta solitudine) e 1-0. E' il 17' e il Chievo non accenna neppure a una reazione, continuando a difendersi con timidezza. C'è grinta solo nei falli, uno dei quali (Radovanovic su Giovinco potrebbe anche portare al penalty). La Juve fa accademia e alla fine raddoppia: punizione di Pirlo dal limite, destro velenoso, respinta con i pugni di Agazzi e sprint di Marchisio che anticipa Sardo e la butta dentro. Poi succede ciò che fa infuriare Conte: la Juventus si deconcentra, chissà forse inizia a pensare a giovedì, ammorbidisce lo spirito e il Chievo prende coraggio, anche grazie all'ingresso dell'immarcescibile Pellissier (entrato al 1' st al posto di Stoian). E proprio il bomber valdostano mette lo zampino nel rocambolesco gol del 2-1. Cross di Sardo, mezzo pasticcio difensivo, Lichtsteineir spazza l'area, ma virgola il pallone che finisce sulla schiena di Caceres e rimbalza in rete: autogol, ma sintomo di una generale spensieratezza. L'autorete tuttavia risveglia la Juventus che riprende vigore e nel giro di pochissimo segna ancora. Corner di Pirlo, incornata di Llorente: 3-1 e la partita torna a essere un allenamento. C'è tempo per la sostituzione di Giovinco (fischiato dal pubblico e difeso da Conte), l'ingresso di Tevez e Osvaldo (che sfiora il gol nel finale), probabile coppia contro il Trazbonspor. (Tuttosport.com - Guido Vaciago)

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