lunedì 3 febbraio 2014

Conte, Osvaldo darà tanto. Vucinic gioca se fa il bravo

Il giorno dopo il roboante successo sull’Inter, la Juventus merita un florilegio di complimenti. Il solco scavato sulla Roma, nuovamente distanziata a 9 lunghezze anche se con una partita in più, consente ai campioni d’Italia di ritrovare quelle certezze lievemente smarrite dopo la trasferta romana. E anche ieri le note positive non sono mancate, a partire dal ruolo sempre più preponderante degli esterni, spesso a ridosso delle punte in una sorta di 3-3-4 in fase d’attacco. Conte sottolinea le qualità dei suoi: «Stiamo acquisendo sempre più una mentalità vincente, quella che porta ad “ammazzare” l’avversario quando ti capita l’occasione. Anche se contro l’Inter abbiamo accusato un rilassamento psicofisico negli ultimi 20 minuti: è lì che si deve migliorare». Tutto bello, in sostanza, compresa l’attesa per l’esordio di Pablo Daniel Osvaldo. Conte ne parla come di un ragazzo «che ha voluto fortissimamente la Juve ed è in discrete condizioni. Il suo arrivo è importante, perché mette un po’ di pepe davanti. E a chi dice che dovrò preparare il bastone per lui, rispondo che anche su Tevez ne avevo sentite tante. Eppure oggi Carlos è un esempio di abnegazione e sacrificio. Daniel sa dov’è arrivato, sa che qui c’è un allenatore con determinate idee e che ci sono regole valide per tutti. Ma sono strasicuro che potrà darci tanto a livello di squadra, così come noi possiamo dargli tanto in fatto di crescita». Da oggi, intanto, l’italo-argentino si sottoporrà a test fisici sulla forza che faranno chiarezza sulle sue condizioni. Ma l’impressione è che Conte abbia intenzione di testarlo quanto prima sul campo. Conte è ora chiamato a gestire con attenzione Mirko Vucinic. Ieri il montenegrino è entrato nel finale e i compagni hanno cercato di agevolarlo nella corsa al gol. Ma dopo il mancato scambio di prestiti con Fredy Guarin, il futuro juventino dell’attaccante è un’ipotesi. Conte, invece, ha solo certezze: «Poteva partire, ma non è partito, così come un centrocampista molto forte sarebbe potuto arrivare, però non è arrivato. Con Mirko abbiamo resettato tutto. Gli sarò sempre grato, ma adesso lui sa benissimo ciò che conta per me. In 4-5 mesi abbiamo due obiettivi da conquistare: se sarà bravo giocherà, se sarà meno bravo andrà in panchina, se non lo sarà per niente magari andrà in tribuna». (Tuttosport.com)

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