domenica 26 gennaio 2014

Conte: «Juve di uomini. Rosso ingiusto»

Dura pochissimo la conferenza stampa di Conte con i cronisti della carta stampata e della radio. Conte entra nel salone dell’Olimpico nero in volto e un giornalista radiofonico della Capitale lo arroventa subito con una domanda acuminata sulle decisioni arbitrali: il potenziale rigore non fischiato a Bonucci per fallo di mano in un contatto diretto con Hernanes in chiusura di primo tempo. Conte non risponde, comunque. Mossa da teatro. Prende fiato. Dice: «Sto contando». E resta in silenzio. Conta in cuor suo, fino a dieci. Poi parla. Ma cambia argomento, elogia lo spirito della Juventus. Il giornalista romano lo incalza di nuovo: «Ma quel fallo di Bonucci non era da fischiare? Mi risponde?». L’allenatore prova a metterla sul sarcasmo: «Io non ho visto l’episodio. Comunque, se me lo dice lei, era rigore di sicuro». Un minuto dopo il giornalista radiofonico lo interrompe, Conte si inalbera, pur mantenendo educazione e self control: «Lei deve fare il giornalista, non il tifoso. Mi rifiuto di parlare con lei. In curva deve andare». Pochi secondi, e l’allenatore della Juve si alza dalla sedia e se ne va. Conte, annuncia che non parlerà più alla vigilia delle partite fino alla fine del campionato, proseguendo una sorta di silenzio stampa parziale (nei dopo-partita è obbligato a parlare da contratto). E' scuro in volto, evidentemente non felice della prestazione, soprattutto quella difensiva della sua squadra, ma orgoglioso del carattere mostrato dal gruppo, in grado di combattere in dieci contro undici. (Tuttosport.com)

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