martedì 17 dicembre 2013

Calciopoli: "Moggi si difendeva da Milan e Inter"

E' iniziata l'ultima udienza del Processo d'appello di Calciopoli a Napoli. Si è concluso l'arringa dell'avvocato difensore di Moggi, Paolo Trofino che si è occupato dell'accusa di associazione a delinquere. Trofino ha spiegato come l'associazione non aveva senso, essendo la Juventus più forte e di come Moggi si stesse difendendo da due colossi, da una parte il Milan che con Mediaset e Meani (che secondo Trofino ha telefonate molto più inciriminanti e gravi di Moggi) dall'altra l'Inter che spiava la Juve attraverso Telecom. Ecco il perché delle schede svizzere. Significativo il passaggio in cui Trofino fa notare che su migliaia di telefonata intercettate di Moggi, lui - che era il re del mercato - non parli mai, MAI, di mercato. Le schede svizzere, spiega Trofino, servivano per il mercato. Trofino ha poi illustrato come gli incontri e le cene avessero risvolti politici e come Bergamo nei suoi colloqui con la Fazi dimostri di essere totalmente estraneo all'eventuale associazione. Ora ha preso la parola Prioreschio che ha illustrato la nuova intercettazione Racalbuto-Meani. Il pg ha rinunciato alla replica. La Corte è ora in Camera di Consiglio. E difficile prevedere un'assoluzione di Luciano Moggi. Troppo complicato per il Tribunale di Napoli sbugiardare l'indagine della Procura di Napoli, per quanto sgangherata e imprecisa. Ma oggi potrebbero per esempio essere assolti gli arbitri, come d'altronde è avvenuto nel rito abbreviato. Se questo accadesse, tutta la vicenda che ha stravolto il calcio italiano si chiuderebbe in una farsa degna della vicenda stessa (non a caso ribattezzata “farsopoli” nella vulgata internettiana): Moggi, infatti, risulterebbe aver tentato di alterare il campionato 2004-05 senza poter truccare il sorteggio arbitrale e senza la complicità di nessuno degli arbitri.

Nessun commento: