giovedì 12 dicembre 2013

Juve, ora l'Europa League. Si deve imitare il Chelsea

Europa. Si esce dalla porta, si rientra dalla finestra. E chissà... Una volta smaltite la rabbia e la delusione, il punto di riferimento diventa il Chelsea: lo scorso anno eliminato (proprio dalla Juventus) addirittura nei gironi di qualificazione della Champions League, ma poi capace di salvare alla grande, alla grandissima la stagione trionfando in Europa League. Dando peraltro adito a tutta una serie di elucubrazioni tra tifosi all’insegna del «meglio qualificarsi ad ottavi e quarti di Champions ma poi essere eliminati oppure lasciare anzitempo la massima competizione europea ma mettere in bacheca un nuovo e comunque prestigioso trofeo?». Il fatto, poi, di poterlo conquistare niente meno che allo Juventus Stadium - teatro della finale - questo prestigioso trofeo, può rappresentare un ulteriore stimolo. Se non, addirittura, può essere considerato un segno del destino. Per riuscire nell’impresa, però, è chiaro, che bisogna innanzitutto scrollarsi di dosso quel pizzico di snobismo da Europa League. Di impresa, del resto, si tratterebbe anche in virtù del fatto che, è dai tempi dell’Intercontinentale del 1996 che la Juventus non aggiunge un trofeo internazionale in bacheca. E non si può certo parlare di una passeggiata. A maggior ragione considerando che la Juventus non sarà tra le 16 teste di serie (privilegio che spetta invece alle 12 vincitrici della fase a gironi e alle 4 migliori terze classificate nei rispettivi raggruppamenti di Champions League con il miglior rendimento): già a partire dai sedicesimi rischia dunque di imbattersi in un big match e per regolamento dovrà disputare la gara di ritorno in trasferta. Certo, altra roba rispetto a Real Madrid, Psg, Barcellona e Bayern. Ma c’è di che divertirsi ugualmente. Questa edizione dell’Europa League deve necessariamente tramutarsi da necessità in virtù. La finale si disputa in gara singola allo Juventus Stadium mercoledì 14 maggio 2014. Data da segnare col circolino rosso, appuntamento che gli uomini di Antonio Conte non possono mancare. (Tuttosport.com - Fabio Riva)

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