giovedì 3 ottobre 2013

Calciopoli, Pairetto: Sorteggi mai falsati, griglie obbligate

Nessun trucco nei sorteggi, nessun condizionamento dai dirigenti delle società e nessuna scheda sim segreta ricevuta da Luciano Moggi, l'ex dg della Juventus. L'ex designatore arbitrale, Pierluigi Pairetto, si è affidato a dichiarazioni spontanee (Moggi e Della Valle hanno rinunciato) davanti alla Corte d'Appello nel corso del processo di secondo grado di Calciopoli: "Griglie quasi obbligate, parlavamo spesso con tutti i dirigenti". Nelle dichiarazioni spontanee rese davanti ai giudici, Pierluigi Pairetto ha toccato i temi più scottanti della vicenda Calciopoli, a partire dai presunti sorteggi falsati. "Erano impossibile da truccare, ha ribadito soffermandosi sulle procedure dello stesso che prevedevano notaio e giornalisti sempre diversi. E' vero che le palline erano ammaccate, ma lo erano tutte allo stesso modo e quindi impossibili da riconoscere". Sulla composizione delle griglie invece l'ex designatore ha dichiarato che a causa del sistema delle preclusioni le scelte erano "quasi obbligate". Infine il tema più caldo, quello dei rapporti tra i designatori e i vari dirigenti. "Erano persone con le quali colloquiavamo regolarmente, ha ammesso Pairetto. Era la stessa federazione ad invitarci ad avere questi contatti per smorzare i toni e stemperare gli animi. Tutti ci davano consigli. Facchetti disse a Bergamo di inserire tre nomi in un sorteggio in vista di Juve-Inter, ma questo perché aveva solo la volontà di avere il miglior arbitro in quel momento. Non vi era nulla di anormale o drammatico. La Federazione non vietava di avere rapporti con i dirigenti allo scopo di smorzare le tensioni". Nessuna scheda sim straniera però: "Da Moggi non ho mai ricevuto schede telefoniche straniere".

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